FISIOTERAPIA PER UNA FRATTURA DI L1: CONSIGLI
Esercizi e consigli fisioterapici

di | 23/09/2019

Come trattare con la fisioterapia una frattura della prima vertebra lombare…

FISIOTERAPIA PER UNA FRATTURA DI L1

Come la fisioterapia può essere utile?

In questo articolo parleremo di quanto è utile la fisioterapia per una frattura della prima vertebra lombare

Intanto cosa intendiamo quando parliamo di L1?

Fisioterapia per una frattura di L1

Fisioterapia per una frattura di L1: L1 è la prima vertebra del tratto lombare

Partendo dall’alto L1 è la prima vertebra lombare che incontriamo; Le vertebre lombari sono 5 e costituiscono il rachide lombare, esse compongono la terza parte della colonna vertebrale e costituiscono l’asse di sostegno dell’addome.

Le vertebre lombari sono le vertebre più larghe e pesanti della colonna vertebrale; ciò consente loro di svolgere al meglio la funzione a cui sono preposte; esse appartengono alla particolare categoria di vertebre, che, oltre ai classici processi trasversi e spinoso, presenta anche i 2 processi articolari superiori e i 2 processi articolari inferiori.

Ricordiamo inoltre che l’integrità di L1 è fondamentale anche dal punto di vista neurologico, considerando la sua rilevante importanza nel plesso lombare.

Nervi che nascono da L1

Da L1 originano il nervo ileoipogastrico e il nervo ileoinguinale, infine un’ansa diretta a L2, con la quale forma il nervo genitofemorale. Il plesso lombare è uno dei sei plessi nervosi appartenenti al sistema nervoso periferico costituito dai rami anteriori dei nervi spinali. Il plesso Lombare è formato dai rami anteriori di L1-2-3-4 ed un po’ di L5.

Quali sono le cause che possono portare ad una frattura di L1?

I meccanismi che possono portare alla lesione di L1 sono vari e qui di seguito verranno elencati quelli più frequenti:

  • Traumi indiretti: riguardano soprattutto il sesso maschile tra i 40 e i 50 anni, e sono provocati da traumi che portano a una iperflessione del tratto lombare (brusca caduta sui piedi o sulle natiche) in cui il corpo vertebrale che si trova nella massima zona di curvatura si lesiona per eccessiva compressione. In alcune di queste lesioni, se si verifica la dislocazione dal segmento vertebrale sottostante o sovrastante, può associarsi anche la lussazione che può comprimere/lesionare il midollo spinale;
  • Crolli osteoporotici: interessano principalmente il sesso femminile che è più soggetto alla condizione osteoporotica. Si tratta di lesioni ossee che non sono associate a un trauma particolare, ma al “crollo” del corpo vertebrale causato da una eccessiva debolezza di struttura dato dall’osteoporosi.
  • Traumi diretti: come il caso degli incidenti stradali tra i motociclisti i colpi di arma da fuoco o impatti violenti con oggetti molto duri e resistenti.

Come sono classificate le fratture lombari?

Esistono moltissime tipologie di classifiche, nel corso di questo articolo abbiamo scelto di riportare la classificazione che include un aspetto prognostico anche in funzione di danni ai dischi intervertebrali adiacenti alla vertebra interessata:

Fratture del corpo vertebrale:

  • Discoarticolari: la lesione è limitata al disco intervertebrale e alla superficie osteocartilaginea;
  • Somatiche: la lesione è limitata al corpo vertebrale;
  • Discosomatiche: la lesione interessa sia il corpo che il disco;

Fratture dell’arco vertebrale, a seconda del punto dell’arco vertebrale che viene lesionato si dividono in fratture:

  • Apofisarie
  • Degli istimi
  • Delle lamine
  • Dei peduncoli 

Fratture del corpo e dell’arco vertebrale:

  • Senza lussazione
  • Con lussazione

Ad ogni tipologia di frattura si ha una prognosi differente, che varia dal semplice stare fermi al letto in attesa che si calcifichi la lesione ossea, al ricovero in un centro neurologico specializzato. Questo tema verrà affrontata nel paragrafo successivo.

Fisioterapia per una frattura di L1:

Sintomi

Il dolore alla schiena segnala che vi sono dei problemi. La sintomatologia dolorosa, sia se improvvisa o se sorda e cronica può, infatti, indicare che si è verificata una frattura vertebrale. Se si avverte dolore persistente per diversi giorni, è bene recarsi dal proprio medico per determinarne le cause e decidere quali trattamenti intraprendere.

È inoltre importante che l’operatore sanitario di riferimento esegua controlli periodici della statura e della postura del proprio paziente. Le fratture vertebrali possono infatti determinare il collasso delle vertebre e, di conseguenza, una diminuzione della statura.

Anche le fratture vertebrali multiple possono alterare la postura o causare la cosiddetta “gobba della vedova“. Se si verifica questa condizione e la statura diminuisce, è necessario rivolgersi al proprio medico.

Come si curano le fratture del tratto lombare?

Le fratture del tratto lombare si curano con un’immobilizzazione per un periodo che oscilla tra i 20 e i 90 giorni, a cui segue il ciclo fisioterapico.

Nei casi più gravi la frattura è sintetizzata con un intervento chirurgico.

Il primo aspetto fondamentale riguardo le tempistiche di guarigione è l’interessamento o meno del midollo spinale.
In questo articolo porremo il nostro focus nelle fratture amieliche (senza compromissione midollare) dove il percorso terapeutico varia in base alla localizzazione della lesione anatomica.

Ad esempio per:

  • Fratture del corpo vertebrale si procede con una riduzione chirurgica della frattura solo nei casi di schiacciamento notevole, altrimenti basta un’immobilizzazione con un corsetto gessato per un periodo di circa 30 giorni da trascorrere a letto, in modo che la colonna non sia soggetta a carico. Dopo segue un periodo di circa due mesi in cui il paziente può iniziare a camminare, essendo supportato da un busto rigido. Nel caso si trattasse di una frattura lieve si può optare per l’utilizzo del busto rigido per circa 3 mesi, senza che sia necessario il periodo di allettamento. A seguito di questo periodo segue la Fisioterapia dove si esegue fondamentalmente la rieducazione motoria, al fine di “rieducare” il paziente all’esecuzione di un corretto movimento.
  • Fratture disco-articolari: sono trattate con un’immobilizzazione con busto rigido o gessato per poco più di un mese, a cui segui il ciclo fisioterapico;
  • Fratture totali: è importante che vi sia un’immobilizzazione con un busto gessato per un periodo di circa 90 giorni, a cui segue il ciclo fisioterapico. Talvolta si sceglie di stabilizzare con un intervento chirurgico per essere sicuri che non vi siano spostamenti nel periodo di “immobilizzazione”. A seguito di questo periodo è fondamentale il percorso fisioterapico.

In cosa consiste la fisioterapia per la frattura di L1?

Come scritto precedentemente, tutte le immobilizzazioni terminano con l’inizio di un ciclo fisioterapico.

La fisioterapica per una frattura di L1 amielica ha lo scopo di rieducare il paziente al corretto movimento del corpo, in particolare della schiena, al fine di poter fargli recuperare più movimenti possibili.

Nei casi più lievi, se il paziente è seguito da un valido fisioterapista riesce ad ottenere un recupero motorio completo!

Il fisioterapista nel primo periodo terapeutico effettuerà un trattamento antalgico e antinfiammatorio, allo scopo di far diminuire il dolore e migliorare la mobilità dei tessuti.  Oltre alla massoterapia, nei casi in cui è possibile si applicano mezzi fisici ad alta tecnologia che portano ad accelerare i tempi di guarigione come:

  • Tecarterapia;
  • Ultrasuoni;
  • Laser ad alta potenza;
  • Pompa magnetica;
  • Interix

Dopo qualche seduta si inizia ad impostare un training di stabilizzazione, con esercizi mirati a rinforzare la muscolatura stabilizzatrice del tronco che possa garantire “stabilità” al tratto lombare che deve sostenere gran parte del nostro corpo. Questo è un momento molto delicato del percorso terapeutico, gli esercizi devono essere eseguiti bene affinché non vi sia alcuno scompenso, e il loro dosaggio è fondamentale per rendere l’esercizio “allenante”.

Gli esercizi di fisioterapia per la frattura di L1 riguardano anche la muscolatura addominale, in particolare il muscolo trasverso dell’addome e i muscoli obliqui, oltre che i muscoli del pavimento pelvico.

Con il passare del tempo si iniziano ad inserire esercizi per il recupero dell’equilibrio e della propriocettività.

Nella prima fase gli esercizi avvengono a corpo libero e successivamente il fisioterapista può inserire degli ausili come pesi, elastici e tavolette oscillanti.

L’ultima fase del percorso di fisioterapia per la frattura di L1, riguarda l’ottimizzazione della funzionalità del tronco, con esercizi mirati a ottimizzare l’esecuzione dei movimenti di torsione, flessione, rotazione e estensione che il paziente si troverà ad effettuare nel corso delle sue normali attività di vita quotidiana.

Esempi di esercizi per il tratto lombare

Di seguito alcuni esercizi indicati per il tratto lombare.

  • Posizione supina. Flettere lentamente e totalmente un arto inferiore e con l’ausilio delle mani portarlo al petto, dalla posizione raggiunta fare una respirazione completa. Effettuare alternativamente dieci flessioni dell’arto destro e di quello sinistro.
  • Posizione supina. Flettere un ginocchio con l’aiuto della mano controlaterale. Portare lentamente l’arto inferiore piegato dalla parte opposta mantenendo l’appoggio delle spalle al suolo. Effettuare cinque o sei rotazioni in entrambi i lati.
  • Posizione quadrupedica. Andando indietro leggermente con il sedere allungare completamente la colonna e le braccia sul prolungamento della stessa. Rimanere in questa posizione di allungamento per tre respirazioni complete.
  • Posizione quadrupedica. Stare accovacciati quanto più possibile e fare tre respirazioni complete. Distendersi in avanti, poggiare i gomiti a terra, mantenendo l’appoggio dell’addome a terra alzare la parte alta del busto ed eseguire tre respirazioni complete.
  • Portarsi vicino ad una parete, posizione supina con arti inferiori flessi e piedi in appoggio alla parete. Allungare gradatamente gli arti inferiori e mantenere la posizione eseguendo cinque – sei respirazioni complete. Rifare l’esercizio per cinque – sei volte.
  • Posizione seduta. Piegarsi lentamente in avanti fino a toccare terra con le mani, fare tre respirazioni complete. Ritornare lentamente nella posizione di partenza. Ripetere l’esercizio per sei – sette volte.
  • In piedi. Schiena e testa in appoggio alla parete, arti inferiori piegati. Piedi distanziati tra loro di quindici – venti centimetri, altrettanta sarà la distanza dei piedi dalla parete. Piegare lentamente la colonna in avanti fino a toccare terra con le mani. Eseguire tre respirazioni complete e tornare lentamente nella posizione iniziale. Ripetere l’esercizio per cinque –sei volte.
Ricordiamo che non sempre è possibile un recupero completo, l’importante per è che avvenga il 100% del recupero possibile, per questo consigliamo sempre di rivolgersi a Centri di Fisioterapia ben referenziati.

Se ti è interessato l’articolo Fisioterapia per una frattura di L1 ti consigliamo di leggere anche: Fisioterapia per vertebra rotta

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Dott. Fabio Marino

FISIOTERAPIA PER VERTEBRE FRATTURATE

FISIOTERAPIA PER ERNIA L4-L5

FISIOTERAPIA PER INFIAMMAZIONE NERVO SCIATICO

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