Fisioterapia per una vertebra rotta: Consigli
Cosa fare e quale terapia seguire

di | 03/07/2019

Fisioterapia per una vertebra rotta

Come affrontare questo tipo di patologia

In questo articolo parleremo di quanto possa essere utile la fisioterapia per una vertebra rotta e di come approcciare nel modo migliore questo tipo di problematica.

Ma prima di iniziare a parlare di fisioterapia per una vertebra rotta sarebbe opportuno fare qualche ripasso di anatomia.

Anatomia

Le vertebre sono ossa irregolari che costituiscono la colonna vertebrale. Esse presentano caratteristiche comuni che permettono di descrivere una vertebra:

La vertebra è costituita da un corpo che insieme all’arco vertebrale delimita il foro vertebrale, il quale, insieme agli altri fori vertebrali, per sovrapposizione delle vertebre, costituisce il canale vertebrale attraversato dal midollo spinale.

Esistono sostanzialmente 3 tipi di vertebre:

  • Vertebre cervicali: Formano l’asse di sostegno del collo, esse presentano alcune caratteristiche peculiari; sono le più piccole dell’intero sistema della colonna e hanno tutte processi trasversi molto corti e tozzi, dotati di due piccole protuberanze il corpo vertebrale non è piatto, ma risulta convesso.
  • Vertebre toraciche: sono dodici con dimensioni crescenti mano a mano che ci si allontana dal tratto cervicale. Esse si articolano con le corrispondenti dodici coste il cui complesso costituisce la gabbia toracica e la struttura esoscheletrica con funzione protettiva per i visceri toracici e per parte dei visceri addominali.
  • Vertebre lombari: sono le ossa che formano la terza parte della colonna vertebrale e costituiscono l’asse di sostegno dell’ addome. L’osso sacro è  un osso assimettrico che appartiene alla colonna vertebrale, esso è formato da 5 segmenti ossei uniti tra loro. La forma è piramidale, con la faccia anteriore concava e quella posteriore convessa. La base del sacro presenta al centro una superficie ellittica che corrisponde alla superficie superiore del corpo della prima vertebra sacrale dove si articola con il corpo della quinta vertebra lombare.

    Fisioterapia per una vertebra rotta: Cause?

Le fratture vertebrali possono essere traumatiche oppure patologiche; Nel secondo caso le vertebre possono fratturarsi o collassare a causa della riduzione di tessuto osseo. L’osteoporosi primaria e la menopausa non sono le uniche condizioni responsabili della riduzione del tessuto osseo. La perdita di massa ossea, che comporta maggiori rischi di fratture di questo genere, è determinata anche da patologie concomitanti, quali ipertiroidismo, tumori benigni e maligni, inclusi i trattamenti di chemioterapia e radioterapia.

Attenzione alla recidiva!!!

Purtroppo, una frattura vertebrale comporta un aumento delle probabilità che si verifichino ulteriori fratture a carico delle vertebre adiacenti a quella già fratturata. Con il passare del tempo, le fratture multiple possono alterare l’allineamento della colonna vertebrale, rendendola più convessa.

Sintomi

Nel caso di fratture traumatiche, il dolore è di solito fortissimo; Le fratture osteoporotiche sono più subdole e può capitare che non vengano diagnosticate in fase acuta, perché il dolore è inizialmente transitorio o scambiato con un comune mal di schiena. Tuttavia, prestando attenzione ad alcuni particolari, è più facile sospettare un cedimento vertebrale. Un dolore, più o meno acuto, nella parte dorsale o lombare della schiena, correlato a uno sforzo o a una caduta di piccola entità, non va sottovalutato, a maggior ragione se non migliora con antidolorifici e tende a scomparire a riposo e a ripresentarsi quando si sta in piedi».

Fisioterapia per una vertebra rotta: Terapia da seguire

Nel caso di fratture traumatiche, il trattamento dipende principalmente dall’entità del danno, dall’età del paziente, dalla presenza o meno lesioni ai nervi.

Nella maggior parte dei casi il trattamento è chirurgico.

Fino a vent’anni fa le fratture da osteoporosi si curavano con riposo a letto, antidolorifici e un busto per alcuni mesi. Oggi, vertebroplastica e cifoplastica (tecniche poco invasive) offrono un’alternativa valida soprattutto ai pazienti, provati dal dolore alla schiena, nei quali la terapia conservativa non ha dato benefici. Queste procedure hanno il pregio di poter essere eseguite in anestesia locale nell’80% dei casi e di rimettere il paziente in piedi nell’arco di 24 ore, evitando l’allettamento prolungato con le conseguenze negative che può comportare per l’anziano.

Fisioterapia per una vertebra rotta: Obiettivi della riabilitazione

Indipendentemente dal fatto che il paziente sia operato oppure no, la riabilitazione è necessaria dopo che la ferita si è cicatrizzata.

Gli obiettivi della riabilitazione sono:

  • ridurre il dolore;
  • recuperare la mobilità;
  • migliorare la forza e l’equilibrio.

I problemi che possono complicare questi obiettivi includono:

  • mancata riduzione della frattura;
  • lesioni neurologiche (paralisi);
  • deformità della colonna vertebrale.

Tempi di recupero post frattura vertebrale e prognosi
I tempi di guarigione dipendono dal tipo di danno, una lesione neurologica può non guarire, mentre l’osso generalmente recupera gradualmente in circa 3 mesi.

Anche se dalla radiografia si vede ancora la deformazione della vertebra, se la colonna è stabile e il paziente riesce a muoversi senza dolore, può riprendere le attività della vita quotidiana.

La Magneto terapia riduce i tempi di formazione del callo osseo fino al 50%.

Fisioterapia per una vertebra rotta: Esercizi utili

Vertebre cervicali

Generalmente i pazienti con frattura delle vertebre cervicali sono reduci da traumi diretti o incidenti stradali per cui hanno già iniziato un iter di guarigione che prevedono a seconda del tipo di frattura indagini diagnostiche precise e particolari tutori di protezione.

Quando il processo di consolidazione della frattura è dimostrato radiologicamente, è fondamentale iniziare un programma riabilitativo specifico.

Il primo obiettivo è quello del recupero della mobilità

Attraverso caute trazioni manuali passive eseguite rigorosamente in asse e allungamento muscolare in forma attiva dei paravertebrali cervico-dorsali e trapezi. Per completare questa fase è necessaria anche una correzione posturale del rachide cervico-dorsale in stazione seduta ed eretta di fronte allo specchio.

Successivamente si può passare al secondo obiettivo, quello del recupero della forza della muscolatura profonda del rachide cervicale attraverso esercizi progressivi dapprima in forma isometrica a bassa intensità per evitare uno scorrimento eccessivo dei piatti vertebrali uno sull’altro e dei processi articolari superiori e inferiori.

Alla scomparsa dei sintomi di alterata percezione ed equilibrio e raggiunta una buona stabilità muscolare è fondamentale completare il programma riabilitativo in campo. L’obiettivo è la rieducazione propriocettiva globale attraverso esercitazioni a base di appoggio ridotto per ripristinare la funzionalità vestibolare e la percezione spaziale.

Fisioterapia per una vertebra rotta

Vertebre toraciche

Le fratture del tratto dorsale, molto spesso avvengono in persone anziane che soffrono di osteoporosi. È ovvio dunque che non sempre è possibile raggiungere un recupero completo, ma è fondamentale che avvenga il 100% del recupero possibile.

Per quanto riguarda la fisioterapia per una vertebra toracica rotta; la prima tappa sarà costituita dal raggiungimento del miglior stato possibile di detensione muscolare. Questo ci aiuterà a combattere il dolore e a preparare il terreno per gli esercizi di rieducazione posturale.

La detensione viene ricercata in posizione supina. Nella stessa posizione vengono effettuati i primi esercizi di ventilazione, accompagnati anche dalla mano del terapista che guida soprattutto la fase di massima espirazione e prepara ad un ciclo respiratorio più controllato e profondo.

Sempre in posizione supina vengono effettuati i primi esercizi di tonificazione muscolare.

Si passa poi alla posizione seduta e a quella in piedi e si integra il programma di rinforzo muscolare con l’esercizio di posture cor- rette che permettono una migliore gestione del corpo nello spazio.

Il massaggio è un mezzo insostituibile per detendere la muscolatura del dorso, del cingolo scapolare e pelvico. Il recupero di una buona mobilità delle cintura pelvica con l’elasticizzazione dei flessori di anca, ischiocrurali, glutei, adduttori e della cintura scapolare, assieme al riequilibio della tensione di pettorali, trapezi e muscoli scapolo vertebrali, è una condizione fondamentale perché il soggetto possa controllare senza troppa fatica una postura più corretta.

Nelle situazioni che lo richiedono, l’appropriata prescrizione di un corsetto ortopedico può essere un insostituibile mezzo di trattamento.

Di seguito ti elencherò alcuni esercizi utili per le vertebre lombari:

  • Con la schiena in appoggio a una parete, le braccia conserte e i piedi a circa 20 cm. In autocorrezione, flettere le ginocchia e la colonna mantenendo l’allineamento del tronco e conservando la posizione per almeno 8 secondi.
  • Con le mani in appoggio a una parete a circa 70-80 cm. in inclinazione anteriore e in autocorrezione. Spingere alternando la posizione delle gambe.
  • In posizione supina con anche e ginocchia flesse e in autocorrezione. Elevazione del bacino.

Fisioterapia per una vertebra rotta

Vertebre lombari

Di tutte le ossa della colonna vertebrale le cinque vertebre lombari sono le più robuste e capaci di sostenere traumi anche di notevole entità.

Sono sostenute da dei muscoli stabilizzatori particolarmente robusti, anch’essi preposti a rendere le vertebre più e resistenti a incidenti e traumi.

Non sempre però questa resistenza è sufficiente ad evitare una frattura; lo sport “estremo”, gli sport da combattimento, ma anche la bicicletta o la moto sono tutte attività ad alto rischio per le vertebre in generale e per le lombari.

Di seguito di elencherò alcuni esercizi utili per le vertebre lombari:

Stiramento della radice

  • Posizione di partenza: supina a gambe flesse.
  • Successivamente piegare la coscia sul tronco.
  • Posizione di arrivo: estendere gradatamente la gamba. Se si avverte dolore l’esercizio non va forzato, ma eseguito per un arco di movimento non doloroso.

Allungamento dei gluteiFisioterapia per una vertebra rotta

  • Paziente supino, gambe flesse. Inspirare
  • Flettere la gamba sul torace, espirando
  • Mantenere la flessione per 10 secondi circa
  • Ripetere con l’altra gamba

Retroversione di bacino

Paziente supino, gambe flesse, contraendo gli addominali e i glutei, spingere il bacino contro il piano di appoggio, mantenere la posizione per 10 secondi circa, poi rilassarsi ripetere l’ esercizio per 10 volte circa.

Contrazione isometrica del quadricipite

  • Paziente supino, ginocchia estese.
  • Piede destro flesso a 90°.
  • Contrarre il muscolo della coscia per 5 secondi, poi rilasciare. Ripetere con la gamba sinistra

Ricordati di affidarti ad un fisioterapista esperto per la tua riabilitazione e di prendere le informazioni che hai letto come spunto. Ad ogni paziente deve essere somministrata una riabilitazione su misura.

 

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Dott. Fabio Marino

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