FISIOTERAPIA PER SPALLA LUSSATA
Illustrazione completa su come affrontare una SPALLA LUSSATA: come si cura e come si previene

di | 10/04/2019

FISIOTERAPIA PER SPALLA LUSSATA

Spalla lussata: di cosa si parla?

Spalla lussata

Nell’immagine si possono osservare le due tipologie principali di spalla lussata. Anteriore (la più comune) o posteriore.

Fisioterapia per spalla lussata

La spalla lussata è una condizione causata da una lesione traumatica, che comporta la perdita totale della continuità articolare tra due capi ossei: l’omero e la cavità glenoidea. Questa complicanza viene causata principalmente da eventi traumatici diretti (come traumi con il terreno, colpi o cadute) ed indiretti (come braccio trattenuto all’indietro da un oggetto, lassità legamentosa o patologie degenerative).

Il trauma che genera la lussazione, porta all’allungamento, o alla rottura, dei legamenti e tendini che stabilizzano la spalla. Proprio per questo quando la spalla si lussa, la testa dell’omero esce dalla propria sede, allungando i tessuti e obbligando il soggetto a delle sedute di fisioterapia per spalla lussata.

Che differenza c’è tra lussazione e sublussazione?

La lussazione è una perdita completa della continuità articolare e può essere permanente o momentanea. La sublussazione è una perdita parziale della continuità articolare, nella maggior parte dei casi è momentanea.

Esistono diversi tipi di spalla lussata?

Si, la lussazione può essere anteriore o posteriore:

  • Anteriore: è la lussazione che avviene più frequentemente, porta l’omero a dislocarsi dalla cavità glenoidea anteriormente all’articolazione. Viene provocata solitamente da traumi che riguardano cadute in appoggio sul braccio mentre questo è in extra rotazione.
  • Posteriore: è la lussazione meno frequente, ma la più ostica, portando l’omero a dislocarsi posteriormente all’articolazione. Il trauma che la provoca, solitamente prevede caduta in appoggio sul braccio mentre questo è flesso, addotto e intraruotato.

Perché è così frequente la spalla lussata?

La lussazione di spalla avviene molto frequentemente perché è l’articolazione più mobile del nostro corpo. Difatti la spalla ci permette di eseguire molti gesti e attività su molti piani di movimento a differenza di molte altre articolazioni.

Questa grande mobilità però viene contrastata dalla grande fragilità della spalla.

Ciò è motivato dal fatto che la testa dell’omero è di forma sferica, il quale si inserisce in una cavità (la cavità glenoidea) molto più piccola della testa dell’omero e la quale quindi non riesce ad accoglierne completamente la sfericità. Proprio per questo la spalla risulta fragile, perché il compito di mantenere stabili, e ben centrati, questi due capi ossei, è dato esclusivamente ai legamenti e tendini dei muscoli della spalla.

I muscoli principe che garantiscono la stabilità di spalla sono quelli che compongono la cuffia dei rotatori:

  • Sovraspinato
  • Sottospinato
  • Piccolo rotondo
  • Sottoscapolare

Questi muscoli sono di fondamentale importanza, perché lavorando sinergicamente garantiscono la corretta stabilità dell’articolazione, evitando un’eventuale fisioterapia per spalla lussata.

Quali sono i sintomi di spalla lussata?

  1. Grande dolore
  2. Impossibilità nell’eseguire i movimenti
  3. Testa dell’omero fuori sede alla palpazione
  4. Complicazioni vascolari (assenza di polso)
  5. Complicazioni nervose 

Quando chiamare il medico?

Il traumatismo richiede immediatamente una visita medica, successivamente infatti si potrà ridurre (cioè riportare in sede le ossa) la lussazione in ospedale con una piccola anestesia. Se esistono complicazioni vascolari o nervose, sarà il medico a scegliere se eseguire un’ipotetica operazione chirurgica.

Come curare la spalla lussata?

Fase acuta

Dopo che la lussazione è stata ridotta in ospedale, e sono state escluse eventuali complicanze vascolari e nervose, il soggetto dovrà mantenere un tutore (oppure una fasciatura) per 20/30 giorni, il quale mantiene l’arto in posizione rilassata e in scarico (con gomito flesso).

In questo modo si garantisce il riposo e la guarigione dei tessuti (tendini e legamenti) che sono stati stirati e allungati. Successivamente si può passare alla fase seguente, che prevede la fisioterapia per spalla lussata.

Fase post acuta

Passati i 30 giorni iniziali di riposo, si può procedere alla fase di riabilitazione, tramite della fisioterapia per spalla lussata. Il programma di cura conservativa è focalizzato sulla riduzione del dolore, evitando lo stress alla capsula articolare, ai legamenti e ai tendini della spalla. Il percorso riabilitativo inoltre, garantirà un miglioramento del controllo neuromuscolare. 

Il trattamento conservativo, è importante che sia specifico per garantire il completo recupero del controllo neuromuscolare, della forza e della resistenza muscolare.

Alcuni degli esercizi proposti sono:

  • Rotazioni di spalla: le rotazioni controllate di spalla garantiscono il corretto funzionamento della cuffia dei rotatori, permettendo il loro rinforzo e assicurando quindi una stabilità maggiore dell’articolazione.

    Esercizi di rotazione di spalla per fisioterapia per spalla lussata

    Nell’immagine si può osservare l’esecuzione dell’esercizio. Tramite le rotazione viene garantito il corretto funzionamento della cuffia dei rotatori.

Il soggetto si trova in posizione supina (a pancia in su), eventualmente con un cuscino sotto le ginocchia per mettere in scarico la schiena. A questo punto pone un asciugamano arrotolato sotto il gomito, in modo che il braccio non sia completamente appoggiato ma la parte finale risulti rialzata; la spalla è abdotta a 90° mentre il gomito flesso a 90°, come si può vedere nell’immagine. L’esercizio ha inizio con il paziente che muove l’avambraccio in rotazione esterna (verso la testa) e rotazione interna (verso i piedi), facendo in modo che la spalla e il braccio non eseguino movimenti compensatori ( l’omero, della spalla interessata, non deve muoversi ne verso l’alto ne verso il basso, ma restare fermo). Eseguire l’esercizio per 4 serie per almeno 40 sec a serie.

Un’indicazione utile può essere quella di immaginare il braccio come una vite che gira su se stessa, in modo che si muova avanti e indietro solo l’avambraccio. Il paziente può usare la propria mano controlaterale per monitorare la spalla interessata, appoggiandola direttamente sopra la testa dell’omero. In questo modo il soggetto può ascoltare se l’omero spinge contro la mano.

  • Rotazione esterna sul fianco: il rinforzo della cuffia dei rotatori continua in questo esercizio, dove vengono utilizzati specialmente sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo.

    Rotazione esterna di spalla

    Nell’immagine è osservabile l’esecuzione del movimento.

 

Il paziente si posizione sul fianco, con la spalla interessata in alto. A questo punto impugna nella mano, del braccio implicato, un manubrio da 0,5 Kg o 1 Kg, oppure una bottiglia di acqua (0,5 L o 1 L), il quale peso risulta essere abbastanza impegnativo. Il movimento ha inizio con il gomito flesso a 90° e avambraccio davanti a sé, mentre il braccio è appoggiato sul fianco; da questa posizione si porta il peso, o la bottiglia, verso l’alto descrivendo una curva con la mano, per poi ritornare nella posizione iniziale. Eseguire 4/5 serie per 10 movimenti a serie.

 

Come nell’esercizio precedente bisogna fare attenzione ad eventuali compensi da parte della testa dell’omero o della scapola, infatti quest’ultimi non devono muoversi. Il consiglio di immaginare l’omero come una vite che gira attorno a se stessa può aiutare.

In modo uguale all’esercizio antecedente, il movimento va eseguito molto lentamente e in modo controllato, per garantire la corretta attivazione della cuffia dei rotatori e un maggior controllo neuromuscolare (l’obiettivo principe della fisioterapia per spalla lussata).

  • Rotazione interna da in piedi: in questo esercizio viene enfatizzato il rinforzo di forza e resistenza del muscolo sottoscapolare, il quale è molto importante nella stabilizzazione e nell’aumentare l’adesione della testa dell’omero nella cavità glenoidea.

    Rotazione interna di spalla

    Nell’immagine si può vedere come l’esercizio può essere eseguito in piedi.

Il soggetto in piedi di fianco ad una spalliera a muro, o di fianco a una maglia di una finestra (nel caso si voglia eseguire l’esercizio a casa). Si lega un elastico ginnico (quelli utilizzati nelle palestra, con diverse gradazioni di difficoltà) alla maniglia o alla spalliera, e ci si pone di fianco, con il braccio interessato a lato del muro.

La distanza dal muro dev’essere scelta in modo che la resistenza dell’elastico, tenuto in mano dall’arto vicino al muro, sia piuttosto impegnativa.

Successivamente si flette il gomito a 90° mentre il braccio resta attaccato al corpo, e si esegue il movimento portando l’avambraccio da davanti a se verso il braccio controlaterale. Eseguire 12 volte il movimento per almeno 4 serie.

Mentre si esegue il movimento si deve sempre tenere presente che l’omero gira attorno a sé stesso, e non devono esserci movimenti compensatori, come movimenti da parte della scapola.

Una volta che si è superato la prima fase post acuta e si hanno raggiunti dei buoni obbiettivi in termini di recupero di forza e resistenza della cuffia dei rotatori, possono essere inseriti ulteriori esercizi più impegnativi.

Come per esempio:

  • Piegamenti sulle braccia: eseguire dei piegamenti semplici (flessioni), se troppo difficoltoso, si possono eseguire con le ginocchia a terra. L’esercizio va eseguito in modo controllato, senza che i gomiti puntino verso l’esterno.
Piegamenti sulle braccia

Nell’immagine si osserva come compiere in maniera corretta l’esercizio. Il quale fa parte della fase inoltrata della fisioterapia per spalla lussata.

 

  • Flessione della spalla: questo esercizio coinvolge tutto il cingolo scapolare, e permette di sviluppare ancora meglio la resistenza muscolare e un corretto controllo neuromuscolare. Il soggetto si trova in piedi, e dopo aver preso in mano un manubrio, da 3/4 Kg, flette la spalla interessata, tenendo il gomito esteso, verso l’avanti e leggermente verso l’esterno. Il movimento ha fine quando si raggiungono i 90° di flessione, dopodiché si esegue il ritorno lentamente. Eseguire 3/4 serie per 8 volte.

Esistono ulteriori esercizi per la fisioterapia per spalla lussata, i quali possono essere illustrati dai professionisti della riabilitazione.

Per saperne di più sulla fisioterapia per lussazione di spalla o per prenotare la visita in uno dei nostri centri contattami cliccando QUI.

Dott. Fabio Marino

Autore: Villa Federico

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