FISIOTERAPIA PER IL TENDINE D’ACHILLE
Esercizi per favorire il ritorno allo sport, un lavoro su più compartimenti muscolari

di | 17/04/2019

Fisioterapia per il tendine d’Achille

Il tendine calcaneare o meglio conosciuto come tendine d’Achille, è inserito all’interno del compartimento muscolare dei flessori della pianta del piede quali gastrocnemio, soleo, e plantare.

Il Gastrocnemio e il soleo costituiscono nell’ insieme il tricipite della sura, e si inseriscono sul calcagno. Questi due muscoli sono particolarmente attivi nel camminare, saltare, correre.

muscoli del polpaccio

Da notare come i muscoli gastrocnemio e soleo costituiscono il polpaccio

 

Il tendine d’achille è il più forte tendine del corpo , ma è soggetto a lesioni, da stress muscolare continuo.

Cosa è un tendine e quali funzioni svolge? il tendine è un fascio di tessuto connettivo collagene rigido, che lega un muscolo all’osso. I tendini nel complesso rendono stabile un’articolazione.

Anche i tendini possono andare incontro a contusioni. La rottura del tendine d’achille può essere preceduta da episodi di Achillodinia. Si nota una tumefazione della regione e alla palpazione un solco  del tendine. L’achillodinia indica un’infiammazione che  colpisce elettivamente soggetti che sottopongono il tricipite surale e quindi il tendine d’Achille ad intense sollecitazioni.

Ma quale categoria sportiva pone sotto stress il tendine d’achille? Corridori, calciatori, cestisti, saltatori con l’asta, ballerine, velocisti… sono tutti soggetti a stress notevoli a carico di questo tendine.Il motivo è semplice: balzi – salti – corsa sono tutti movimenti che stirano e quindi stressano questo tendine che deve costantemente ammortizzare i balzi.

fisioterapia per tendine d'achille

Ecco un esempio di categoria sportiva colpita dalla tendinite

Nella fisioterapia per il tendine d’achille, precedentemente infiammato, vengono valutati:

Fattori di rischio: lavori muscolari in attività sportive di tipo anaerobiche lattacide, imperfetta tecnica di esecuzione dei movimenti, fattori climatici ed ambientali, sollecitazioni delle strutture muscolo tendinee.

Fattori pro-infiammazione del tendine: diminuita potenza del tricipite surale, ipotonicità dello stesso, scarsa propriocettività.

Sintomi: dolore locale da sforzo ,difficoltà di contrarre il muscolo traumatizzato. In questo caso viene difficoltosa l’esecuzione di una flessione plantare del piede.La flessione plantare è il movimento del piede con le dita che puntano in basso. Il tendine si presenta ispessito.

Diagnosi:radiologica

Fase antecedente alla fisioterapia per il tendine d’Achille:

Protocollo RICE:

REST, ICE, COMPRESSION, ELEVATION nella fase acuta

Il termine R.I.C.E, che tradotto significa RIPOSO, GHIACCIO, COMPRESSIONE, ELEVAZIONE  indica il tipo di trattamento da utilizzare in caso di contusioni di tendini o muscoli. Si consiglia il riposo fisico, con utilizzo del ghiaccio, bendaggio della zona gonfia ed elevazione dell’arto per evitare il ristagno dei liquidi. Il ghiaccio deve essere deve essere applicato sulla zona lesa per 20 minuti ogni 2 ore nella fase acuta.

NON BISOGNA MAI PORRE IL GHIACCIO A DIRETTO CONTATTO PER OLTRE I 20 MINUTI. L’esposizione prolungata al freddo produce l’effetto opposto , ossia una vasodilatazione.

L’immobilizzazione è di breve durata, così da favorire i processi rigenerativi. La fase di recupero tiene conto di vari fattori:

  • Forza e resistenza muscolare uguale al piede controlaterale
  • Deambulazione senza scompensi
  • Range articolare di movimento del piede

All’interno della fisioterapia per il tendine d’Achille, esistono una serie di esercizi eccentrici da poter eseguire.

L’esercizio eccentrico è pro-trofismo in quanto durante il processo di stimolazione muscolare, vengono reclutate maggiori fibre nervose che agiscono sui muscoli. La struttura tendinea di conseguenza ne trarrà benefici.

Proseguendo, possiamo dunque comprendere come la zona interessata al recupero funzionale sia quella del polpaccio. In realtà i muscoli lavorano in sinergia, per cui è utile concentrarsi anche sulla regione degli stabilizzatori del bacino, dei glutei, dei bicipiti femorali. Per queste esercitazioni possono essere utili una spalliera, una pedana inclinata, una tavola propriocettiva.

 

  1. Un esercizio utile a seguito di questa sintomatologia è il calf. Nel nostro caso si predilige il calf in piedi, poichè si potrà successivamente stimolare l’equilibrio. Partendo da una posizione eretta, mani sul piolo di una spalliera all’altezza delle spalle. Con un piede alla volta, verrà svolta una spinta da parte dell’avampiede verso l’alto senza staccarsi da terra. E’ importante percepire il grado di tensione del polpaccio.

    Fisioterapia per tendine d'achille: Calf-Raises-allenare-polpacci

    Notare l’esercizio del calf, preferibilmente a piedi nudi per una sintomatologia legata alla tendinite acuta

  2. Stesso esercizio del calf, può essere inserito come esercizio specifico ad un determinato sport: per un cestista il calf può essere eseguito in concomitanza ad un piccolo balzo.                      Per un calciatore il calf può essere accompagnato da uno scatto laterale.
  3. Il Calf può essere eseguito ad occhi chiusi, e in questo modo l’aspetto propriocettivo viene allenato.
  4. Un esercizio di lavoro eccentrico, è quello del Leg standing, per cui con un panno sotto l’avampiede, si andrà a distendere la gamba posteriormente a terra, sollecitando la muscolatura posteriore e il tendine d’achille.
  5. Eseguire un’accosciata non completa con sollevamento dei  talloni, in isometria per 30 secondi. La flessione plantare è parte integrante di questo esercizio. 
  6. Un altro esercizio eccentrico, è quello di pronazione plantare. Da un gradino o sullo step, in piedi, i talloni scenderanno verso terra. 
  7. La pedana inclinata, è indicato  per stimolare la muscolatura posteriore della gamba e della coscia.
    Fisioterapia per tendine d'achille: pedana propriocettiva

    In questo esercizio, sempre meglio a piedi nudi, viene stimolato il tricipite surale

     

  8. Stesso esercizio con la pedana, ma con il piede nel verso opposto. Il tallone è diretto verso il punto più alto della pedana. Gli avampiedi sono rivolti verso il basso. L’altra gamba compie un affondo monopodalico.

 

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Laura Santomieri

 

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