I PRINCIPALI INFORTUNI LEGATI ALLA CORSA

di | 22/02/2021

In questo articolo analizzeremo i principali infortuni legati alla corsa. Un dato molto interessante da conoscere è che nel running la percentuale dei corridori che subiscono infortuni, almeno una volta all’anno, è compresa tra il 38 e il  57% (questi valori cambiano a seconda della specificità del gruppo di corridori interessati: atleti competitivi, ricreativi, uomini, donne).

Andiamo a vedere più nello specifico quali sono i pricipali infortuni legati alla corsa:

Fascite plantare causata dalla corsa

Nel mondo del running la fascite plantare è una delle cause più comuni di infortunio. Si tratta di un’infiammazione alla base del piede che causa dolore che può andare dal tallone fino alle dita dei piedi durante la corsa.

Sintomi della fascite plantare

ll sintomo principale della fascite plantare è il dolore localizzato al tallone, ma talvolta anche nel centro della pianta del piede. La tensione della fascia plantare è visualizzabile come una corda sottocutanea, sporgente e sottesa all’arco plantare, dolente alla palpazione.

In casi più avanzati, a livello del calcagno è palpabile una tumefazione corrispondente alla zona infiammata. Solitamente,questo tipo di patologia, si sviluppa gradualmente.

Generalmente il dolore è più acuto al mattino, quando ci si alza dal letto, poi tende a diminuire dopo aver effettuato i primi movimenti, per poi riacutizzarsi dopo essere stati seduti a lungo.

Cause della fascite plantare

Spesso le cause di tale patologia vanno ricercate nel sovrallenamento, oppure nell’uso di calzature improprie o usurate.

Un altro fattore che può aumentare il rischio di sviluppare la fascite plantare è l’età. Infatti questo disturbo è più comune tra i 40 e i 60 anni.

Terapia per la fascite plantare

Per evitare che la patologia si complichi è consigliato astenersi dall’attività sportiva. E recarsi da un fisioterapista che potrebbe effettuare terapie a base di tecar e terapia manuale.

Spesso per risolvere questo tipo di problematica vengono consigliati dei plantari che forniscono il giusto sostegno al piede, e quindi un corretto supporto all’intera struttura. Tipo questo qui sotto riportato:

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Va inoltre precisato che a lungo termine la soluzione migliore è proprio quella di rafforzare i muscoli del piede con adeguati esercizi.

Infiammazione del tendine di Achille

L’infiammazione del tendine d’Achille è un disturbo che colpisce la struttura fibrosa situata tra il polpaccio (formato dai muscoli gastrocnemio e dal soleo) e l’osso calcaneare.

Sintomi dell’infiammazione dovuti alla corsa

Il sintomo più comune è il dolore al tendine d’Achille che di solito si manifesta a livello del tallone e si irradia verso il polpaccio, accentuandosi se si compiono movimenti che vedono impiegato il polpaccio stesso. Spesso il dolore compare anche se la zona infiammata è sottoposta a pressione.

Cause della tendinite Achillea

Nella maggior parte dei casi, questa patologia si sviluppa in seguito a microtraumi ripetuti ed alterazioni di carattere degenerativo che, nel corso degli anni, finiscono col danneggiare le fibre che compongono il tendine d’Achille.

All’infiammazione possono contribuire anche lesioni traumatiche importanti (come uno stiramento improvviso) e vizi posturali.

Terapia per tendine d’Achille infiammato

La terapia della tendinite dell’Achille comprende riposo, uso del ghiaccio sulla zona colpita e l’assunzione di farmaci antinfiammatori.

Nel trattamento possono inoltre essere indicate infiltrazioni di cortisone e fisioterapia. Le rotture complete del tendine di Achille richiedono, invece, la riparazione chirurgica. Consiglio anche l’applicazione dei kinesiotape su tutto il muscolo del polpaccio:

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Fascite ileotibiale dovuta alla corsa

(bandelletta ileo-tibiale)

La fascite iliotibiale è una patologia che colpisce il tendine che collega il ginocchio al fianco. Più precisamente il tendine del muscolo “tensore della fascia lata”.

Sintomi della fascite ileo-tibiale

l’infiammazione si manifesta con un dolore sulla faccia laterale del ginocchio.

Questo compare di solito dopo una corsa prolungata, e può durare anche parecchie ore. Quando la patologia è in fase acuta, possono risultare dolorosi anche gesti come ad esempio scendere le scale.

Cause della sindrome della bandelletta ileo-tibiale

La fascite ileotibiale può essere considerata, una sindrome da sovraccarico, tuttavia possono esserci anche fattori di natura anatomica che predispongono il soggetto a tale patologia, tra questi possiamo ricordare:

  • Il varismo del ginocchio
  • La prominenza dell’epicondilo femorale laterale
  • Il varismo della tibia
  • La dismetria degli arti inferiori
  • Il piede tendente all’ipersupinazione

Terapia per la fascite ileo-tibiale

Questa sindrome, come tutte le patologie infiammatorie da sovraccarico, si risolve sospendendo l’attività fisica per alcune settimane, assumendo farmaci anti-infiammatori e applicando del ghiaccio a periodi alterni sulla zona interessata.
Quando queste semplici terapie non sono sufficienti a garantire la risoluzione del problema, bisogna ricorrere a programmi riabilitativi specifici (ad esempio lo stretching del grande gluteo e del tensore della fascia lata). Le terapie fisiche come ad esempio gli ultrasuoni, la laserterapia, Tecar-Terapia, e la ionoforesi possono aiutare il processo di guarigione.
Raramente la sindrome della benderella richiede un trattamento chirurgico (solo in casi dove è presente un’alterazione anatomica del tendine).

Un ottimo modo per prevenire la sindrome della bandelletta ileo-tibiale, ma in generale tutte le patologie derivanti dalla rigidità muscolare, è procurarsi una buona pistola da massaggio da utilizzare quasi tutti i giorni. Il sollievo è immediato. Se vuoi puoi conoscerla meglio con questo articolo da qui.

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Periostite tibiale da running

La periostite tibiale è un processo infiammatorio che può essere acuto o cronico a carico del periostio che è la membrana connettivale che avvolge la parte più esterna della tibia e che ha la funzione di proteggere, rigenerare e nutrire quest’ultima.

Cause della periostite tibiale

La periostite tibiale dipende principalmente dai traumi che la tibia riceve quando il piede appoggia per terra, infatti le persone che incorrono più spesso in una in questo tipo di patologia sono tutti coloro che praticano la corsa, in particolare, le cause che più frequentemente scatenano la periostite sono:

  • Errori nella programmazione degli allenamenti;
  • Dismetria che provoca un’errata distribuzione del carico al momento dell’appoggio dell’arto;
  • Piede cavo;
  • Sovrappeso;
  • Corsa in discesa o su percorsi con molte irregolarità;
  • Combinazione di lunghe distanze con scarpe non adeguate alla corsa;
  • Scarsa flessibilità muscolare.

Terapia per la periostite tibiale

La periostite tibiale viene trattata a seconda della sintomatologia e della sua causa scatenante, ma come prima indicazione è consigliabile il riposo totale nella fase acuta e post acuta della patologia e l’astensione da qualsiasi pratica sportiva per almeno un mese.

Il primo obbiettivo è quello di riconoscere e trattare in maniera efficace il difetto meccanico ed evitare che la patologia diventi cronica. La terapia deve agire in due modi: antinfiammatoria in fase iniziale e successivamente portare ad un ripristino graduale dell’attività sportiva dopo aver corretto e rieducato il piede al lavoro. 

Infine dopo aver effettuato controlli medici specialistici quindi, si attuerà una terapia medica con farmaci antinfiammatori e miorilassanti che possono essere associati alla crioterapia e ad una terapia fisica locale (tecarterapia, ultrasuoni). Nei casi più gravi lo specialista può decidere di effettuare delle infiltrazioni di cortisone locale per alleviare il dolore, se lo ritenesse opportuno.

Per ulteriori informazioni riguardanti i principali infortuni legati alla corsa o per prenotare una valutazione fisioterapica in un Centro Kinesis Sport puoi scrivermi da QUI

Dott. Fabio Marino

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