L’a-b-c DELLA TECAR TERAPIA
La tecarterapia, il manipolo, la selettività del tessuto e altri spunti

di | 15/03/2018

Scopri in questo articolo le nozioni di base per l’utilizzo della tecar terapia…

L’ “A-B-C” DELLA TECAR TERAPIA

La tecar terapia è il macchinario di terapia fisica di elezione utilizzato per ridurre dolori di vario genere, riassorbire edemi, e accelerare il naturale processo di guarigione dei tessuti.

Tecar terapia - indicazioni - controindicazioni

Tecar terapia: indicazioni e controindicazioni, patologie. Nella foto la tecarterapia della Human, primo modello immesso sul mercato (arancione) mentre il fisioterapista sta utilizzando il manipolo resistito (che inforca).

Con la tecar terapia non possiamo isolare al 100% il tessuto da trattare:

Infatti, il campo magnetico prodotto e il conseguente effetto biologico interessa anche i tessuti circostanti al tessuto bersaglio che si vuole trattare con le sedute di tecar.

Adattando però una corretta strategia terapeutica, si può concentrare la maggior parte delle particelle ioniche intorno al nostro tessuto bersaglio. Bisogna quindi essere in grado di analizzare bene:

  • La geometria tra piastra e manipolo (abbiamo parlato nello specifico in questi due articoli)
  • Regolare correttamente la potenza della tecar
  • Utilizzando il giusto manipolo

Quali sono quindi le linee guida da utilizzare per concentrare l’effetto della tecar terapia sul tessuto che vogliamo trattare?

Innanzitutto bisogna tenere conto della modalità di utilizzo del macchinario.

Nella cosiddetta capacitiva si ha un effetto più superficiale, diretto ai tessuti che si trovano più a contatto con il manipolo mobile. Sono più ricchi d’acqua e vengono chiamati “non resistenti”. Si sceglie questa modalità se si vuole agire prevalentemente su tessuti muscolari o linfatici.

Si parla infatti di tessuti “non resistenti” perché sono tessuti ricchi d’acqua e l’acqua è da sempre un buon conduttore elettrico!

Nella modalità resistiva l’effetto ottenuto è più profondo, si agisce su tessuti con meno concentrazione di acqua, detti “resistenti”. La piastra di scarico è posizionata il più possibile vicina alla zona da trattare, parallela al manipolo. Scelgo la resistiva per trattare soprattutto ossa, tendini, legamenti.

Anche la quantità di crema gioca un ruolo nel massimizzare gli effetti della terapia. Ne abbiamo parlato qui. Per riassumere l’importanza della crema in questo articolo, vi dico che maggiore è la quantità di crema interposta tra il manipolo e la cute, maggiori saranno le resistenze. La crema si comporta come una barriera al flusso del campo magnetico. (Nell’articolo lo spiego in modo dettagliato).

TECAR TERAPIA

La potenza e la scelta del manipolo:

Bisogna poi valutare come impostare la potenza della tecar terapia, decidendo se lavorare in atermia o in vasodilatazione.

In atermia non viene prodotto calore. Questo effetto si ottiene utilizzando una bassa potenza. Si sceglie tale utilizzo per ottenere stimolazione del microcircolo, ad esempio in fase acuta. Si utilizza anche per cercare di drenare liquidi in eccesso (ritenzione idrica) o gonfiori da ematoma.

Al contrario, in vasodilatazione si ha una produzione elevata di calore, impostando la potenza medio-alta. Si predilige quando interessa trattare e stimolare la circolazione venosa profonda e aumentare il flusso ematico. Ad esempio, il trattamento in vasodilatazione si utilizza in fase cronica per risvegliare il metabolismo cellulare.

Non meno importante è la scelta del manipolo. Il macchinario prevede la possibilità di utilizzo di manipoli di diversa dimensione: piccolo, medio e grande. Si può prediligere un manipolo grande se si deve trattare una superficie vasta, al contrario per un’area di piccole dimensioni sarà scelto il manipolo piccolo.

Inoltre, in base alla profondità dei tessuti bersaglio, si usa il manipolo grande per un trattamento più superficiale, il piccolo per agire più in profondità tramite l’effetto cuneo (effetto punta).

MINOR SUPERFICIE DEL MANIPOLO

=

MAGGIOR PROFONDITÁ

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Dott. Fabio Marino

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