E’ possibile utilizzare la tecarterapia per sgonfiare e per ridurre edemi? La risposta è affermativa. Nel video, puoi trovare ottime strategie operative da utilizzare con il macchinario per sgonfiare una zona gonfia e/o infiammata;  oltre a consigli su come impostarla se non sei sicuro del quadro patologico del paziente…

Quali sono le indicazioni pratiche per ridurre gonfiori ed edemi utilizzando la tecarterapia?

La tecarterapia, macchinario che funziona tramite trasferimento di energia controllata attraverso i tessuti, tra gli altri ha anche effetto antiedemigeno. La riduzione degli edemi e del gonfiore è possibile grazie all’aumento del microcircolo: la circolazione del sangue è incrementata all’interno dei vasi sanguigni di piccolo calibro come capillari, venule ed arteriole. Di conseguenza, si ha un aumento della produzione di ATP nelle cellule interessate ed un maggior consumo di ossigeno all’interno degli strati tissutali superficiali.

Come si imposta la tecarterapia per ottenere un incremento del microcircolo?

manipolo capacitivo e resistivo della Tecar terapia

Lo strumento deve essere settato ad un basso livello energetico (atermia) ed applicato nella zona edematosa.  Nella zona di dolore acuto, infatti, non si lavora in temperatura.

Se vuoi saperne di più su quando aumentare la potenza, ti rimando a questo articolo.


Per ottenere un maggiore effetto, si può combinare il lavoro in microcircolo nella zona edematosa, all’effetto vasodilatatorio sulle stazioni linfatiche.

La vasodilatazione consiste in un aumento del calibro dei vasi sanguigni, sia arteriosi che venosi, e ha come conseguenza un un maggior afflusso di sangue nella zona. Questo determina un aumento delle reazioni metaboliche nelle cellule interessate e migliora la circolazione linfatica.

Qual è, allora, la miglior strategia di trattamento per sgonfiare un edema con la tecarterapia?

Non esiste un’unica strategia operativa di utilizzo della tecar terapia per ridurre una zona edematosa:

  1. Si può agire solo in atermia, lavorando a bassa potenza sulla zona dolorosa ed edematosa, oppure
  2. Si può lavorare sia sulla zona edematosa che sulla stazione linfatica, in combinazione, spostandosi da un punto all’altro e modificando la potenza. Sulla stazione linfatica si aumenta la temperatura incrementando la potenza e creando vasodilatazione; sulla zona dolorosa, si diminuisce la potenza e si lavora in atermia. Questa strategia può essere ulteriormente migliorata dal terapista esperto andando prima a preparare e ad aprire le stazioni linfatiche, per poi agire con il macchinario.

Non dimentichiamo che per ottenere l’effetto desiderato, l’ideale è sempre abbinare la tecar con la terapia manuale. Per sua natura infatti questo macchinario è stato concepito per essere facilmente impugnato e per semplificare la procedura di cambio del manipolo.

Se vuoi ricevere maggiori dettagli riguardo la tecarterapia ed il suo funzionamento, consulta questo articolo. Per una prima consulenza fisioterapica gratuita scrivimi cliccando QUI

Dott. Fabio Marino

 

Autore: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio