TECARTERAPIA SU EDEMI LINFATICI E MUSCOLARI
Strategie operative per trattare con la tecar un edema linfatico, muscolare o un ristagno di liquidi

di | 15/03/2018

Scopri in questo articolo come operare con la tecarterapia su edemi in diverse zone del corpo

TECARTERAPIA SU EDEMI

Come è possibile utilizzare la tecar per sgonfiare e per ridurre edemi? 

Indicazioni pratiche per ridurre gonfiori ed edemi utilizzando la tecarterapia.

La tecarterapia, macchinario che funziona tramite generazione di energia dall’interno del corpo stesso, con l’obiettivo di rigenerare un tessuto in disfunzione, tra gli altri effetti c’è anche la tendenza a ridurre edemi di ogni genere. La riduzione degli edemi e del gonfiore è possibile grazie all’aumento del microcircolo: la circolazione del sangue è incrementata all’interno dei vasi sanguigni di piccolo calibro come capillari, venule ed arteriole. Di fatto con la tecarterapia si può stimolare in modo selettivo il circolo capillare. 

Vediamo come si imposta la tecarterapia su edemi per ottenere un incremento del microcircolo:

Manipolo capacitivo e resistivo della Tecarterapia

Nella foto un esempio do Tecar Human HCR 701, con manipolo capacitivo e resistivo. Per lavorare in atermia (microcircolo), vasodilatazione o ipertermia. Ideale per edemi, contratture, fibrosità ecc..

Lo strumento deve essere settato ad un basso livello energetico, in atermia, quindi ad una bassa potenza, ed applicato nella zona edematosa. 

Nella zona di dolore acuto, infatti, non si lavora in temperatura ad alta potenza, ma sempre a bassissime potenze per stimolare in circolo capillare a portare via gonfiore e sostanze infiammatorie.

Se vuoi saperne di più su quando aumentare la potenza, ti rimando a questo articolo.

Per ottenere un maggiore effetto, si può combinare il lavoro in microcircolo nella zona edematosa, all’effetto vasodilatatorio sulle stazioni linfatiche che stanno a monte (più in alto rispetto alla zona edematosa).

La vasodilatazione (che si ottiene con potenze più elevate) consiste in un aumento del calibro dei vasi sanguigni, sia arteriosi che venosi, e ha come conseguenza un un maggior afflusso di sangue e liquidi in quella zona che si sta vaso-dilatando.

La combinazione di queste due tecniche, come nell’esperimento dei “vasi comunicanti” favorisce il passaggio dei liquidi dalla zona edematosa (in cui si lavora sui vasi capillari) alla zona in cui stiamo dilatando i vasi sanguigni/linfatici proprio perché i liquidi non troveranno resistenze durante il passaggio.

Il flusso è favorito.I liquidi non trovano resistenze passando da piccoli vasi a vasi dilatati e di calibro maggiore.

Siccome i vasi che stiamo dilatando sono i vasi linfatici, il gioco è fatto!

Qual è, allora, la miglior strategia di tecarterapia per ridurre un edema ?

Non esiste un’unica strategia operativa di utilizzo della tecarterapia per ridurre una zona edematosa:

  1. Si può agire solo in atermia, lavorando a bassa potenza sulla zona dolorosa ed edematosa.
  2. Si può lavorare sia sulla zona edematosa che sulla stazione linfatica, in combinazione, spostandosi da un punto all’altro e modificando la potenza in questo modo: prima si apre la stazione linfatica rimanendoci sopra qualche minuto a media potenza. Poi, si va sull’edema, si diminuisce la potenza, si lavora in atermia e, mentre si risale con il manipolo verso la stazione linfatica si aumenta gradualmente la potenza creando così vasodilatazione. Poi mentre si riscende verso l’edema, si riabbassa gradualmente la potenza della tecar. Questo ciclo si deve ripetere per tutta la durata della seduta.

Non dimentichiamo che per ottenere l’effetto desiderato, l’ideale è sempre abbinare la tecar con la terapia manuale. In questo caso un massaggio linfatico. Per sua natura infatti la tecar è stata concepita per essere facilmente impugnata, per semplificare la procedura di cambio del manipolo e per avere una mano libera che nel frattempo può fare un massaggio, una terapia manuale o un trattamento sull’articolazione.

Per ricevere maggiori informazioni sul tema “tecarterapia su edemi” o per ricevere una prima valutazione con un fisioterapista Kinesis Sport, scrivimi da QUI

Dott. Fabio Marino

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