LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE: Protocollo pre-operatorio
Legamento crociato anteriore: Cosa fare prima dell'operazione chirurgica

di | 09/09/2019

Cosa fare prima dell’operazione al legamento crociato anteriore?

LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

Cosa fare prima dell’intervento chirurgico

Ginocchio: posizione anatomica del crociato anteriore

Ginocchio: Posizione anatomica del legamento crociato anteriore

L’interessamento chirurgico del LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE è una eventualità che facilmente si può verificare, specialmente nelle persone che abitualmente praticano dello sport, ma anche nelle persone anziane.

Il ginocchio è una articolazione che svolge numerose funzioni e che ha dei compiti anatomici e fisiologici che permettono sia la stabilità che l’elasticità. Essendo un‘articolazione di carico sollecitata tutto il giorno, anche durante le normali attività quotidiane, non è sempre necessario che ci sia un trauma diretto per determinare un danno a livello del legamento crociato anteriore e del sistema legamentoso in generale.

Infatti anche il perpetuarsi di movimenti scoordinati, di abitudini sbagliate, di squilibri posturali, o di altre condizioni di sovraccarico articolare, possono determinare un continuo e perdurante stimolo irritativo e tensivo a livello del ginocchio, portandolo, con il tempo, a una condizione di iniziale fragilità, dolore e successivamente anche a un danno anatomico.

Quando si verifica questa condizione, la possibilità di un approccio chirurgico può sussistere e si rende necessaria per riportare la persona a una condizione di funzionalità articolare migliore, effettuata senza dolore.

Addentriamoci nel discorso a piccoli passi in modo da avere una idea più precisa della condizione generale del ginocchio e potere con maggiore consapevolezza fare un percorso riabilitativo necessario prima di sottoporsi a un intervento chirurgico per il legamento crociato anteriore.

LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE: ANATOMIA

Per sapere quali compiti adempie e quali sono i movimenti che mettono questo legamento sotto stress, è fondamentale qualche cenno di anatomia. In questo modo verrà più facile immaginarcelo nelle sue funzioni di vitale importanza per la salute delle nostre ginocchia.

Il legamento crociato anteriore origina dalla parte anteriore della tibia e si porta in alto, indietro e lateralmente fino alla faccia articolare esterna del femore.

Il legamento può essere idealmente diviso in due regioni:

  • Quella principale viene tesa a ginocchio esteso e previene lo spostamento anteriore della tibia sul femore. (l’iperestensione del ginocchio).
  • La parte più piccola invece interviene a ginocchio flesso contenendo il movimento.
legamento crociato anteriore

Il  legamento crociato anteriore è quello evidenziato in rosso; diventa evidente dopo che i capi articolari del ginocchio sono stati allontanati.

Il legamento crociato anteriore ha un’azione frenante in tutte le posizioni del ginocchio, poiché alla fine del movimento di flesso-estensione una delle sue parte entra in tensione.

Il legamento crociato anteriore è meno resistente rispetto al legamento crociato posteriore e presenta, inoltre, un minor grado di vascolarizzazione che lo rende più vulnerabile.

Entrambi i legamenti crociati aumentano la loro tensione quando la tibia è ruotata verso l’interno.

Mentre la riducono quando essa è ruotata all’esterno. (In questa posizione si allontanano l’uno dall’altro disponendosi più verticalmente).

IL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE:

LA FISIOLOGIA

Il legamento crociato anteriore, insieme al crociato posteriore, occupa un ruolo fondamentale per la STABILITÀ e la SALVAGUARDIA del ginocchio.

Intervengono infatti nella limitazione dei maggiori movimenti effettuati da questa articolazione: senza i legamenti crociati a contenere lo “scivolamento” delle superfici articolari, questo diventerebbe eccessivo, e causerebbe:

  • RICORRENTI STATI INFIAMMATORI
  • UN PRECOCE CONSUMO DELLE ALTRE STRUTTURE DEL GINOCCHIO
  • UNA SENSAZIONE DI INSTABILITÀ E INSICUREZZA AL CARICO

La lesione del legamento crociato anteriore è molto diffusa, soprattutto (ma non solo!) tra chi pratica sport. Questo perché durante l’attività sportiva e il gesto atletico viene richiesto al proprio corpo di sopportare sollecitazioni maggiori rispetto alla vita quotidiana.

Ora vediamo quali sono i movimento che durante lo sport posso causare una lesione del legamento o la rottura del crociato.

MOVIMENTI TIPICI CHE LESIONANO IL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

Ci sono movimenti tipicamente collegati alla rottura o lesione del legamento crociato anteriore:

  1. Una rotazione esterna con una componente di valgismo.
  2. La rotazione interna con una componente di varismo (per es. cambi di direzione o cadute).
  3. L’iperestensione (per es. atterraggi con ginocchio esteso o il gesto del calciare).
  4. Può capitare anche in altre situazioni come per esempio a seguito di un trauma da contatto.

CAUSE DI LESIONE DEL CROCIATO ANTERIORE

Una muscolatura non adeguatamente allenata può comportare un’instabilità dell’articolazione e quindi aumentare la probabilità di lesioni.

Anche un allenamento non simmetrico della muscolatura, solitamente a vantaggio del quadricipite, può causarne la rottura. Questo perché si genera una forza eccessiva in una sola direzione che non viene adeguatamente contrastata dai flessori ginocchio (muscoli posteriori della coscia). Questi ultimi infatti vengono spesso presi poco in considerazione e meno allenati.

Tra le altre possibili cause troviamo:

  • Precedenti lesioni che indeboliscono il ginocchio o  ne compromettono il controllo da parte del sistema nervoso.
  • Uno scarso o assente allenamento propriocettivo.

Sono tutti possibili fattori che mettono a rischio la stabilità del ginocchio.

Come possiamo prevenire la lesione del crociato anteriore?

CON IL TEST ISOCINETICO

Un ottimo modo per capire se il ginocchio corre il rischio di lesioni è quello di testarlo all’isocinetica.

Il TEST ISOCINETICO  fornisce dei dati OGGETTIVI SULLA STABILITÀ DEL GINOCCHIO. 

Ci dice se c’è un buon rapporto ed equilibrio di forze tra il quadricipite e i flessori di coscia.

Il problema è che non tutti i Centri sono dotati di questo macchinari per testare l’articolazione perché molto costoso.

Il macchinario isocinetico nella riabilitazione del legamento crociato anteriore

Vale la pena a questo punto dare un po’ più di spazio all’utilizzo di un macchinario per la riabilitazione di particolare efficacia e sofisticatezza. SI TRATTA DEL MACCHINARIO DI TERAPIA ISOCINETICA.

In dotazione a certi centri di fisioterapia che sono particolarmente attenti alle possibilità riabilitative si post traumatiche che ambulatoriali, può fare la differenza in termini di risultati e tempistiche di recupero per i pazienti.

Si tratta di un macchinario in grado di offrire un controllo della contrazione muscolare a tutti i livelli del segmento scelto e rispetto a tutti i parametri della contrazione muscolare.

Spesso non è facile quantificare la potenzialità degli esercizi, potere controllare l’andamento dei risultati in modo oggettivo, definire in protocollo personalizzata di cura in modo oggettivo e dettagliato, proporre esercizi adeguati  e bilanciati per ogni situazione.

Il macchinario isocinetico permette tutto questo.

Per avere ulteriori informazioni dettagliate sul macchinario e sulle sue possibilità rimandiamo a un  articolo di questo blog che ne parla in modo diretto. Ricordiamo solo che ha la possibilità di controllare tutti i parametri di cui si ha bisogno, dio programmarli, renderli ripetibili e restituirli in forma di grafico.

Tutto questo permette i avere un controllo e una programmazione estremamente specifica dell’esercizio.

“Se vorrai approfondire il discorso sull’isocinetica puoi vederti i miei video sempre in questo Blog”

Se qualcosa non ti è chiaro puoi scrivermi da qui: DOTT.MARINO

Ma ora vediamo maggiormente nel dettaglio quale è il protocollo da seguire in caso di necessità di un intervento al legamento crociato anteriore.

Quelle che forniamo sono delle indicazioni di massima che vanno valutate e seguite da un operatore sanitario qualificato e specializzato nella riabilitazione ortopedica. In questo ambito diamo quindi solo delle notizie di interesse per aiutare le persona a capire meglio alcune condizioni che si possono verificare e fargli porre l’attenzione sull’importanza di essere seguiti in modo professionale dal personale sanitario di fiducia.

PROTOCOLLO PREOPERATORIO

IN VISTA DELL’OPERAZIONE AL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

Dopo una lesione del legamento crociato anteriore, qualora si rendesse necessario il trattamento chirurgico, più il paziente giunge preparato al giorno dell’intervento più sarà probabile che la sua riabilitazione sia rapida ed efficiente.

Anche se è difficile dire con certezza quali siano gli esercizi specifici e le tecniche da adottare per ciascun paziente, si possono delineare delle caratteristiche comuni a tutti i protocolli per la riabilitazione del legamento crociato anteriore.

Le modalità esecutive, i tempi e la progressione degli esercizi vanno comunque considerati in modo specifico e professionale da un fisioterapista.

Il terapista, infatti, è la figura professionale direttamente coinvolta nell’approccio delle patologie funzionali del movimento ed è colui in grado di fornire indicazioni, limiti e controindicazioni rispetto alle proposte terapeutiche adatte nelle varie situazioni.

Quindi affidatevi sempre a personale tecnico specializzato per avere le risposte necessarie al vostro caso.

per i vostri problemi di salute rivolgetevi sempre a personale sanitario qualificato

Fisioterapia pre operazione al legamento crociato anteriore. Per i vostri problemi di salute rivolgetevi sempre a personale sanitario qualificato

Un protocollo preoperatorio specifico per il crociato anteriore, “fatto su misura”, si compone innanzitutto di:

  • Una buona educazione del paziente. Fondamentale lasciare una serie di indicazioni al paziente su come comportarsi a casa e nella vita quotidiana.
  • Serie di esercizi mirati al rinforzo del ginocchio. Si cercherà di mantenere il più possibile il tono dell’intero arto inferiore. In particolare dei muscoli della coscia loggia anteriore e posteriore.
  • Esercizi propriocettivi per tutto l’arto inferiore. Per mantenere una buona coordinazione e controllo.
  • Stretching blando per evitare retrazioni e meccanismo di antalgici di difesa del muscolo.

    Fisioterapia: legamento crociato anteriore esercizi.

    Fisioterapia crociato anteriore: alcuni semplici esercizi che si possono fare anche a casa per preparare la muscolatura ad affrontare nella miglior condizione possibile l’operazione a carico del crociato anteriore

Anche se le moderne tecniche operatorie per il crociato anteriore permettono un recupero decisamente più rapido rispetto al passato, comunque dopo l’intervento c’è forzatamente un periodo di riposo e minor utilizzo della gamba.

 “Durante questo periodo è inevitabile perdere tono muscolare”

Questo processo naturale rende  più faticoso l’allenamento post operatorio e quindi anche più lungo.

MAGGIORE È IL TEMPO DEDICATO PRIMA DELL’OPERAZIONE CERCANDO DI PERSEGUIRE GLI OBIETTIVI SOPRA ELENCATI, MINORE È IL TEMPO DI RECUPERO DOPO L’INTERVENTO.

Inoltre per quanto riguarda la propriocezione, è un tipo di allenamento che spesso risulta complicato poiché non è mai stato effettuato dal paziente. 

È molto importante cominciare a praticare questi esercizi quando il paziente può caricare completamente sulla gamba e riesca anche meglio a percepire i movimenti e le sensazioni prima che il percorso postoperatorio “intacchi” inevitabilmente la sua sensibilità e gli impedisca di poter lavorare in carico completo senza rischiare di compromettere il sito di intervento.

Gli esercizi proposti durante le settimane che precedono l’operazione devono essere molto simili a quelli che verranno proposti dopo, soprattutto nella prima fase di allenamento propriocettivo postoperatorio. Così  il paziente può ricordarsi le sensazioni sentite prima dell’operazione e avere cosi un parametro in più su cui basare le correzioni.

Si comincerà a sottoporre esercizi più semplici, come per esempio restare in equilibrio sulla gamba da operare. 

È un esercizio apparentemente semplice. Allena la capacita di reclutamento muscolare in una condizione di equilibrio precario in cui tutta la muscolatura del corpo deve concorrere alla stabilità della stazione eretta a carico monopodalico.

Quindi non è solo la gamba che lavora, ma è tutto il sistema dell’equilibrio e del controllo. Anche in questa fase è importante monitorare e correggere degli aspetti del controllo che possono rilevarsi deficitari e influire quindi successivamente su un adeguato e veloce recupero post intervento.

Lo stesso esercizio può progressivamente essere modificato e complicato, in modo da inserire dei parametri ulteriori di difficoltà per incrementare le capacità di reclutamento del paziente.

Si può infatti aggiungere  poi una destabilizzazione inferiore, come una superficie morbida sotto al piede (ESERCIZIO PROPRIOCETTIVO IL MILITARE OTTIMO NEL PRE E POST INTERVENTO). Questo permette di coinvolgere nel controllo della postura anche la catena cinetica della gamba e del piede.

Il piede come sappiamo ha una importanza capitale nel mantenimento della postura eretta e nel controllo e gestione del carico a ogni passo e durante tutte le attività normali della nostra vita.

Un ulteriore difficoltà può essere fornita attraverso la richiesta di tenere gli occhi chiusi. Verrà in questo modo anche maggiormente stimolato il sistema vestibolare.

Sempre a titolo di esempio si può ulteriormente incrementare la difficoltà inserendo altri elementi come la richiesta di compiere esercizi con gli arti superiori mentre si rimane in equilibrio su superfici sempre più instabili, come bolle o tavolette multidirezionali. O ancora, richiedere di praticare dei veri percorsi alternando attrezzi differenti.

Insomma, è possibile veramente inventare tutti gli esercizi che si vogliono per allenare la propriocezione del ginocchio. L’importante è:

  1. Tenere un filo conduttore tra loro.
  2. Aumentare in modo graduale la difficoltà!

Alcuni esercizi di stretching:

Senza dilungarci in modo eccessivo, descriviamo ora alcuni semplici esercizi che possono essere utili nel caso in cui si debba fare un percorso di riabilitazione pre operatoria in attesa di un intervento al legamento crociato anteriore.

Premettiamo che fare uno stretching specifico da soli non è semplice e il rischio e quello di fare esercizi sempre uguali che non vadano in modo diretto a influire sui distretti di cui abbiamo bisogno.

Infatti una procedura terapeutica necessita sempre di una fase di valutazione propria della professione del fisioterapista che in questo ambito non possiamo approfondire.

Di per se lo stretching significa una procedura di allungamento muscolare e tendineo; alcuni esercizi sono alla portata di tutti altri vanno praticati in modo diretto dal fisioterapista con delle tecniche e delle modalità operative apposite.

Anche quando a un’osservazione esterna sembra che le tecniche siano simili in realtà non lo sono.

L’esperienza di ciascuno probabilmente può confermare che l’esecuzione di uno gesto terapeutico fatto da terapisti diversi porta a diversi risultati. Da qui deriva l’importanza di essere seguiti da personale sanitario qualificato.

Alcuni esercizi di stretching della gamba

Fisioterapia ginocchio: alcuni esercizi di stretching della gamba

Farli in modo adeguato in vista di un intervento chirurgico e nella condizione di danno anatomico sottostante, è di pertinenza del personale specializzato nella riabilitazione, e non è da sottovalutare l’aspetto della manualità e delle modalità operative specifiche.

In ogni caso però, possiamo sicuramente avvalerci della possibilità di fare degli esercizi di allungamento della catena posteriore della gamba e della coscia e favorire lo stretching della porzione adduttoria, anche a domicilio.

Sono esercizi semplici che si possono fare in piedi o in posizione seduta appoggiata al muro. Ce ne sono altri che si possono eseguire appoggiando la gamba su un supporto elevato e possono coinvolgere i diversi distretti della gamba e della coscia in base al coinvolgimento del bacino in rotazione o in anti e retro versione.

Si possono così andare a reclutare in modio selettivo tutte le componenti muscolari di cui si necessita.

Attraverso una rotazione verso l’interno del bacino si lavora maggiormente sulla componente posteriore della coscia. Una rotazione in apertura del bacino invece è in grado di coinvolgere maggiormente la componente dei muscoli adduttori.

Attraverso il coinvolgimento del tronco in rotazione o flessione si incrementa la potenza dell’esercizio in base alle caratteristiche della persona e alle possibilità terapeutiche.

Per la parte della gamba più inferiore si aggiungono anche i movimenti e le posizioni del piede.

Attraverso il piede possiamo andare a lavorare maggiormente sulla parte dei muscoli tibiali, peronieri e posteriori della gamba (il soleo e il gastrocnemio).

I TEMPI DI RECUPERO SONO MOLTO SOGGETTIVI…

Naturalmente non tutte le persone sono uguali. Non tutti hanno subito la stessa lesione. E non tutti giungono ad affrontare un percorso riabilitativo, sia pre che post operatorio, con la stessa preparazione.

Per questo motivo diventa indispensabile che il percorso sia impostato da un professionista.

Bisogna evitare che:

  • Le richieste siano eccessive, e quindi non utili al paziente poiché non riuscirebbe a svolgere gli esercizi che potrebbero diventare persino dannosi in casi estremi,
  • O che siano troppo blande, e quindi risulterebbero non allenanti per il soggetto.

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OPERAZIONE AL CROCIATO ANTERIORE

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Dott. Fabio Marino

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