La diagnosi di linfedema può essere strumentale, ma è primariamente clinica. In questo articolo ci soffermiamo su segni e sintomi valutati dal medico specialista per fare una diagnosi. Per informazioni sulla diagnostica strumentale, consulta questo articolo.

Linfodrenaggio

Cos’è il linfedema

E’ un edema cronico causato dal ristagno di liquidi nei tessuti, a causa di una malfunzionamento del sistema linfatico. Il linfodrenaggio è una delle tecniche usate nella cura di tale edema. Se vuoi saperne di più sul sistema linfatico, clicca qui

Aspetti clinici del linfedema

Ci sono alcune caratteristiche cliniche tipiche del linfedema, che fanno propendere per una diagnosi di questo tipo.

Temperatura e colorito cutaneo

Se non si è in fase infiammatoria acuta, ad esempio in caso di linfangite, la cute appare pallida a causa della rarefazione capillare. Per lo stesso motivo, la temperatura cutanea è bassa.

Viceversa, in caso di infiammazione linfangica acuta, la cute è rossa e calda.

 

Consistenza dei tessuti

La consistenza tissutale è aumentata, diventa più fibrosa maggiore è il grado di linfedema. Il linfedema è infatti caratterizzato da un’alta concentrazione proteica, che stimola la produzione di collagene, che rendono l’edema precocemente fibroso. Nel terzo e quarto grado l’edema è duro e non reversibile. I diversi tipi di manovra utilizzate nel linfodrenaggio servono non solo a ridurre l’eccesso di liquido ma anche l’elevata concentrazione proteica.

 

Segno della fovea

Il segno della fovea è la depressibilità della cute sotto la pressione del dito dell’operatore. In caso di linfedema, il segno è fugace, o assente nei gradi più elevati, a causa del tessuto fibrotico.

 

Segno di Stemmer

E’ un segno tipico del linfedema, consiste nell’impossibilità di sollevare una plica di pelle dal dito del piede del paziente.

 

Dolore

Il dolore è assente o fugace, ad eccezione delle fasi infiammatorie acute o in fasi avanzate, quando è dovuto più che altro alle complicanze sull’apparato locomotore.

 

Linfedema primario o secondario?

Inoltre, in base alla storia di progressione dell’edema, si può ipotizzare se si sia di fronte ad un linfedema primario o acquisito. Entrambe le forme possono essere trattate con il linfodrenaggio.

Come abbiamo già evidenziato in questo articolo, il linfedema può essere primario o secondario. Nel primo caso si tratta di un problema congenito e familiare, la forma secondaria deriva da una causa acquisita, come ad esempio un trauma o un intervento chirurgico.

  • l’evoluzione dell’edema da distale a prossimale è tipica delle forme primarie. Si gonfia prima il piede o la mano e poi il resto dell’arto.
  • l’evoluzione dell’edema da prossimale a distale è tipica delle forme secondarie. Si gonfia prima l’inserzione dell’arto e poi evolve verso l’estremità (piede/mano).

 

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Dott. Fabio Marino

 

Autore: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio