La diagnosi di linfedema è primariamente clinica, ma può essere resa oggettiva tramite diagnosi strumentale. In questo articolo ci soffermiamo su quest’ultima, effettuata tramite diversi esami.

Il linfedema

L’edema linfatico è causato da un ristagno di linfa, ovvero liquido, nei tessuti. E’ un edema cronico causato dal malfunzionamento del sistema linfatico. Se vuoi saperne di più sul sistema linfatico, clicca qui

Diagnosi strumentale del linfedema

Esistono diversi esami che possono completare la diagnosi clinica di linfedema. In primis, infatti, è necessario effettuare una visita medica specialistica, nella quale verranno analizzati segni e sintomi specifici. Temperatura e colore della cute, consistenza tissutale, presenza di dolore e segni particolari: per approfondirli, clicca qui.

linfedema

L’esame di elezione per diagnosticare il linfedema è la linfoscintigrafia segmentaria.

Essa consiste nell’iniezione del tracciante radioattivo sottocutaneo tecnezio 99. Esso, mette in evidenza gli aspetti morfologici e funzionali del sistema linfatico. Dopo l’iniezione, è necessario eseguire del movimento per mandare in circolo il contrasto.

Esiste anche una nuova tecnica diagnostica con obiettivo simile: è la video fluoroscopia statica e dinamica. L’esecuzione prevede in questo caso l’iniezione del tracciante verde indocianina.

Esistono altre tecniche utilizzate per fare diagnosi di linfedema:

  • Ecografia ad alta risoluzione. Questo esame evidenzia la localizzazione dell’edema, la tipologia di tessuto ed è utile nel monitoraggio degli effetti del trattamento. Nel caso di edema linfatico, infatti, esso è localizzato soprattutto sopra la fascia. Se l’esame mostrasse edema prevalentemente sottofasciale, sarebbe invece probabilmente di origine venosa.  Il tessuto edematoso linfatico, inoltre, si presenta fibroso e non fluido, soprattutto negli stadi avanzati. Infine, con l’ecografia si può osservare la componente muscolare che è spesso ipotrofica in caso di edema e la sua evoluzione a seguito di trattamenti fisioterapici.
  • Tomografia computerizzata. Anche la TC mette in evidenza la localizzazione dell’edema sopra o sottofasciale. Inoltre, mostra anche le componenti dell’apparato locomotore (tessuto muscolare, osseo…).
  • Tonometria. Permette la valutazione della consistenza tissutale del linfedema, fluida o fibrosa.
  • Laser doppler. Evidenzia la riduzione di flusso basale in casi ancora non conclamati di linfedema, ma che presentano fattori di rischio (familiarità per linfedema primario, intervento di mastectomia…). Può quindi rivelarsi utile nella prevenzione.

E’ utile ricordare che la diagnosi strumentale è solo complementare a quella clinica effettuata dal medico specialista. Gli esami strumentali sono utili a completare il quadro clinico già ipotizzato in fase di visita.

 

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Dott. Fabio Marino

 

Autore: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio