Il linfedema è una patologia che può evolvere spontaneamente e diventare cronica. Perciò, è utile cominciare le cure il prima possibile, anche in presenza di linfedemi di primo grado.  Infatti, più i tessuti diventano fibrotici, più sarà difficile ridurre l’edema e facile che si instaurino patologie secondarie come lesioni e ulcere cutanee.

linfedema

 

Quali sono le terapie consigliate in caso di linfedema?

Innanzitutto, è fondamentale sapere che la “monoterapia” non ha efficacia. Non è sufficiente effettuare un ciclo di solo linfodrenaggio o di pressoterapia isolata per risolvere il problema. A livello internazionale la cura standard del linfedema è la terapia complessa decongestiva (Complete Decongestive Therapy o CDT). Essa prevede un trattamento decongestivo personalizzato in funzione del singolo caso e consta di due fasi:

  • Prima fase: combinazione di diversi trattamenti fisici, tra cui il drenaggio manuale linfatico o linfodrenaggio, bendaggio, esercizi per il recupero funzionale dell’arto affetto e terapie fisiche.
  • Seconda fase: è la fase del mantenimento dei risultati tramite cura della pelle per evitare episodi infettivi, utilizzo di tutori elastici e la prosecuzione degli esercizi appresi.

 

Linfodrenaggio o Drenaggio manuale linfatico

L’insieme delle tecniche manuali atte al riassorbimento di liquido prende il nome di linfodrenaggio o drenaggio manuale linfatico. Può essere effettuato solo da un fisioterapista formato. E’ una metodica storica, nata già negli anni Trenta dal lavoro di Vodder. Ha una buona efficacia sulla parte proteica dell’edema. Ne abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo

 

Pressoterapia sequenziale

E’ una terapia attuata tramite una specifica apparecchiatura. Essa è formata da un gambale dove inserire l’arto, composto da camere gonfiabili che esercitano una pressione sul gamba/braccio. Ha una buona efficacia sulla parte liquida dell’edema, meno su quella proteica.

 

Bendaggio linfologico multistrato ed esercizi sotto elastocompressione

E’ un trattamento fondamentale e intensivo nella cura del linfedema. Consiste nell’applicazione di diversi strati di bende sull’arto affetto e la successiva esecuzione di esercizi. Essi sono utili per il recupero funzionale, aumentano il flusso venoso e linfatico, favorendo il riassorbimento. Le bende utilizzate possono essere più o meno elastiche; si sceglie in base alle condizioni del paziente. Ad esempio, in caso di soggetto allettato, si utilizzano bende elastiche, con grande effetto di riassorbimento anche in chi si muove poco. L’applicazione è preferibilmente effettuata tramite bendaggi “a otto” o “a spina di pesce”, più resistenti della semplice tecnica rotatoria.

 

Ultrasuonoterapia e Onde d’urto

Sono terapie utili nella riduzione della fibrosi tissutale che si può instaurare negli arti edematosi.

 

Microchirurgia

La microchirurgia derivativa/ricostruttiva, secondo le ultime linee guida, si utilizza nei casi di linfedema ai primi stadi o nella prevenzione di possibile forme secondarie.

 

Indumento elastico

La calza elastica si utilizza nel mantenimento e miglioramento dei risultati ottenuti con il trattamento combinato. Può essere un indumento standard o prodotto su misura. In genere nel linfedema si utilizza il tessuto “a maglia piatta”, che garantisce maggiore tenuta anche sotto sforzo muscolare ed è più comodo da indossare.

 

Terapie complementari

Esistono altre terapie utilizzate nella cura del linfedema, considerate complementari alle tecniche di base finora descritte.

  • Laser a bassa potenza: viene utilizzato con l’obiettivo di stimolare la rigenerazione dei vasi linfatici
  • Taping linfatico o linfotaping: il tape, cerotto applicato alla cute, viene utilizzato con l’obiettivo di drenare i fluidi tramite un’azione meccanica decompressiva. Ne abbiamo parlato in questo articolo. 
  • Tecarterapia: come gli ultrasuoni e le onde d’urto, viene utilizzata soprattutto per ridurre la consistenza fibrotica nei linfedemi cronici. Per approfondirne il suo utilizzo, clicca qui. 

 

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Dott. Fabio Marino

 

 

Autore: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio