LINFODRENAGGIO E LINFEDEMA: CARATTERISTICHE DELL’EDEMA LINFATICO
Quali sono le caratteristiche del gonfiore cronico causato dal linfedema?

di | 19/12/2018

Si parla di linfedema se si ha un gonfiore cronico in presenza di ristagno di liquidi nei tessuti per una compromissione del sistema linfatico. Per conoscere meglio il sistema linfatico, consulta il nostro articolo.

Se invece vuoi saperne di più su questo tipo di edema, continua la lettura!

Cause di linfedema

Vi sono due cause principali alla base dell’insorgenza dell’edema linfatico:

  1. Vi è una aumentata produzione di liquidi e quindi il sistema linfatico non riesce più ad assorbirli tutti.
  2. La produzione di linfa è la medesima, ma vi è una compromissione della capacità di trasporto del sistema linfatico. Ciò può succedere per cause congenite o acquisite. Questa è la causa principale di linfedema.

Classificazione del linfedema

Il linfedema può essere classificato in primario e secondario.

  • Linfedema primario: è un edema congenito, di origine familiare, presente dalla nascita oppure sviluppatosi successivamente. Sebbene possa esservi linfedema primario nei bambini, nel 90% dei casi si sviluppa tardivamente, sopra i 20-40 anni di età. E’ un edema che parte prossimalmente, ovvero dall’origine degli arti.
  • Linfedema secondario può insorgere a seguito di un evento scatenante, per cui per cause acquisite. E’ un edema che parte distalmente, ovvero dalle estremità degli arti.
    • post trauma, chirurgia, radioterapia, infiammazione
    • da disuso spesso negli anziani (*)
    • da sovraccarico del sistema linfatico, per esempio per delle flebotrombosi

Caratteristiche del linfedema

  • Superficiale

Il sistema linfatico è presente in tutto l’organismo, sia sopra che sotto fasciale, ma la maggior parte delle patologie ad esso correlate sono soprafasciali, ovvero superficiali, appena sotto la cute. Le manovre che vengono utilizzate nel linfodrenaggio sono pertanto superficiali e non profonde.

  • Linfedema e forza di gravità

Gli edemi linfatici risentono della forza di gravità, per cui si la linfa si accumula in basso, rendendo gonfi mani e piedi. Invece, nell’edema adiposo o lipedema, le estremità si presentano sgonfie.

Normalmente la linfa vince la forza di gravità grazie all’azione della respirazione e della contrazione muscolare. Laddove sia compromessa la contrazione muscolare per patologie ortopediche o neurologiche si può formare un linfedema da disuso. (*)

  • Edema fibroso e duro

L’edema linfatico ha una elevata concentrazione proteica interstiziale. Si innesca un circolo vizioso: la grande percentuale di proteine attira più acqua, che peggiora l’edema. Inoltre, le proteine stimolano la produzione di collagene, che rendono l’edema precocemente fibroso.

  • A volte viene complicato da un edema adiposo o lipedema secondario
  • Spesso è complicato da infiammazioni ed è l’unico tipo di edema che può infiammarsi

Gli stadi clinici 

  1. Un linfedema di primo stadio è un edema incostante, gli arti sono ancora coincidenti, vi è un danno ai vasi ma ancora non visibile a livello clinico.
  2. Secondo stadio: l’edema compare spontaneamente e si riduce molto se trattato, se tenuto in scarico. E’ un edema molle.
  3. Terzo stadio: l’edema è duro, non regredisce in scarico. Può esserci elefantiasi,ovvero abnorme ispessimento della pelle.
  4. Quarto stadio: indurimento di tutto l’arto, elefantiasi con complicanze cutanee ulcerative, pachidermiche, verrucose neoplastiche. Vi è rischio setticemia e di amputazione.

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Nel prossimo articolo analizzeremo quali sono le tecniche di trattamento per i problemi al sistema linfatico.

Se vuoi ricevere più dettagli riguardo al linfodrenaggio, consulta questo articolo o scrivimi cliccando QUI.

Dott. Fabio Marino

 

Autore: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio

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