GINNASTICA POSTURALE: COME È STRUTTURATA LA SEDUTA?
Come è strutturata una seduta di ginnastica posturale e importanza della respirazione

di | 27/11/2018
Ginnastica Posturale

Qual’è l’obbiettivo della ginnastica posturale?

L’obbiettivo della ginnastica posturale è quello di insegnare al paziente una corretta postura, in modo non solo da prevenire le algie a carico della colonna, ma anche delle altre strutture corporee.

 

 

Com’è strutturata la seduta di ginnastica posturale?

Il terapista, per far si che il paziente prenda consapevolezza del proprio corpo e giunga ad una postura corretta, deve strutturare ogni seduta di ginnastica posturale in sei fasi.

Ovvero:

 

  1. Educazione respiratoria
  2. Mobilizzazione
  3. Esercizi vestibolari
  4. Esercizi posturali integrati
  5. Rinforzo
  6. Auto-allungamento.

 

Educazione respiratoria

L’educazione respiratoria riveste un’importanza fondamentale negli esercizi di ginnastica posturale e nonchè nella vita.

Infatti, abbinando correttamente la fase inspiratoria alla fase espiratoria, gli esercizi risulteranno sicuramente più efficaci. Questo avviene per l’effetto meccanico della muscolatura toraco-dorso-addominale e oltre a questo,per l’effetto dell’ossigenazione tissutale.

In particolare la possibilità di respirare avviene grazie alla posizione inclinata delle coste. Questa posizione permette loro di essere sollevate nella fase di inspirazione, o di essere abbassate nella fase di espirazione.

L’efficacia respiratoria è garantita però dall’attività congiunta di tre principali funzioni:

  1. Ventilazione: consente all’ossigeno di raggiungere gli alveoli e all’anidride carbonica di essere espulsa.
  2. Diffusione: consente ai gas, attraverso le sottili pareti alveolari, di diffondersi in maniera bidirezionale.
  3. Perfusione ematica del polmone: assicura il trasporto dell’ossigeno alla periferia e dell’anidride carbonica prodotta dai tessuti, al distretto alveolare.

 

Per di più bisogna precisare che il Diaframma è il principale muscolo della respirazione, esso ha forma a cupola e si inserisce su tutto il margine costale, salendo all’interno della gabbia toracica. Inoltre è importante dire che durante l’inspirazione il diaframma si contrae, quindi la sua convessità si appiattisce e la cupola si abbassa.

 

Esercizi di mobilizzazione

Perché far eseguire esercizi di mobilizzazione al paziente?

  • Essa consente di conservare la mobilità articolare, ovvero l’ampiezza del movimento articolare.
  • Permette inoltre una lubrificazione fisiologica delle articolazioni.
  • Consente di conservare le rime e i cuscinetti articolari.
  • Stabilisce un equilibrio tra le catene cinetiche.

Questa fase comprendeva principalmente mobilizzazione delle articolazioni senza attrezzi, quindi circonduzioni di collo, spalle, polsi, anche, ginocchia e caviglie. Rivestono anche particolare importanza gli esercizi di mobilizzazione del bacino, che potremo far svolgere al paziente in posizione supina durante le prime sedute e successivamente in piedi.

 

Esercizi vestibolari

Gli esercizi vestibolari sono esercizi di propriocezione e di equilibrio. Essi consentono il recupero dell’equilibrio del paziente, concentrando il lavoro sul trasferimento del peso corporeo, sull’appoggio monopodalico o ancor di più su piani instabili, come la fitball, le tavolette propriocettive o il roller.

 

Esercizi posturali integrati

Questi esercizi permetto il riequilibrio delle catene cinetiche in modo globale.

Quando si parla di sistema fasciale ci si riferisce ad  una rete di tessuto connettivo che attraversa tutto il corpo, infatti, quest’ultimo è collegato seguendo degli schemi funzionali o secondo delle catene cinetiche di movimento.

Inoltre il sistema fasciale si fonde agli organi interni e al sistema muscolo-scheletrico, andando a costituire una grande impalcatura di sostegno per tutto l’organismo.

Da ciò abbiamo compreso che i muscoli sono disposti a catena e che sono collegati da un sistema di fasce con un andamento orizzontale, verticale o obliquo.

Se suddividiamo le catene muscolari del corpo umano, possiamo distinguere le catene:

  • Anteriore
  • Posteriore
  • Crociata anteriore
  • Crociata posteriore

Durante il lavoro di ginnastica posturale è bene concentrarsi inizialmente sugli esercizi mirati alla catena anteriore, poi sulla posteriore e infine sulle crociate. Queste ultime non andranno fatte lavorare in modo alterato, ma il paziente dovrà prima lavorare su una catena crociata e poi sull’altra.

 

Esercizi d rinforzo muscolare

Questi esercizi hanno come obbiettivo il rinforzo della muscolatura, con lo scopo finale di consentire ad esso il mantenimento di una postura corretta.

Gli esercizi di rinforzo possono essere svolti a corpo libero, come si vede dall’immagine, con elastici o pesi.

In questa fase è bene concentrarsi sul rinforzo dei muscoli addominali, infatti la tonicità dei muscoli dell’addome assolve diverse funzioni:

  • Tenuta dei visceri
  • Corretta meccanica respiratoria
  • Equilibrio fisiologico del bacino
  • Protezione della schiena (una parete addominale tonica permette di scaricare oltre il 40% del peso gravante sulle vertebre lombari).
rinforzo

Rinforzo muscolare

 

 

Auto-allungamento

Sono esercizi di allungamento globale attivo con il tronco stabilizzato e con il movimento degli arti. Questi esercizi servono al rilassamento psicologico del paziente e all’allungamento delle catene muscolari.

postura

Ginnastica posturale

 

 

 

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Faccin Cristina

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