STIRAMENTO MUSCOLARE, COS’È CAUSE COME CURARLO

di | 29/06/2020

Affrontiamo l’argomento dello stiramento muscolare cos’è, quali sono le cause e come curarlo.

Stiramento muscolare, cos’è cause come curarlo. Analizziamo il problema.

Lo stiramento muscolare è un argomento molto caro per tutti coloro che, a vario titolo, sono sportivi, oppure vogliono iniziare un’attività sportiva e necessitano d’indicazioni di varia natura.

Inizieremo quest’articolo e seguiremo in modo progressivo un ordine che ti permetterà di capire cos’è lo stiramento muscolare e come prendertene cura. Daremo una definizione e in seguito tutte le indicazioni e le prescrizioni da porre in essere per guarire da questa condizione e ritornare alla normalità.

Quindi, partiamo e iniziamo subito a entrare nel vivo dell’argomento.

Lo stiramento muscolare… iniziamo a dare una definizione

Lo stiramento muscolare è una condizione per la quale, a seguito di un evento traumatico, il muscolo supera la normale possibilità di elongazione e viene provocata una lesione di lieve o media entità delle fibre che lo compongono.

Il trauma che lo provoca è, di solito, un allungamento eccessivo della muscolatura, che eccede rispetto alla lunghezza consentita provocando una lesione del sistema artero venoso di nutrimento. Questo è bene evidenziato dalla presenza di un ematoma a seguito del trauma in allungamento, espressione, quindi, della rottura del letto capillare.

Lo strappo muscolare, ovvero la rottura completa delle fibre, è il passo successivo allo stiramento.

Come si manifesta lo stiramento muscolare?

È facile accorgersi quando si ha uno stiramento. Il dolore è la prima condizione ad apparire e avviene in modo improvviso, acuto e con l’immediata presenza d’impotenza funzionale, in altre parole l’impossibilità di attivare il muscolo volontariamente.

Successivamente, oltre al dolore immediato, segue una contrattura di difesa, che oltretutto, aumenta il dolore in modo significativo.

Se lo stiramento è di lieve entità, a volte è possibile continuare a svolgere l’attività che stavi facendo. Se invece, si tratta di uno stiramento più importante, che quindi si avvicina di più a uno strappo, allora è meglio interrompere subito l’attività.

Quali sono le cause dello stiramento muscolare

Le cause dello stiramento muscolare vanno ricercate nell’esecuzione di un movimento scorretto che, nella maggioranza dei casi, si verifica durante un allenamento o lo svolgimento dell’attività fisica in generale.

È dovuto principalmente ad alcuni fattori:

  • Riscaldamento inadeguato
  • Postura scorretta
  • Mancanza di preparazione atletica
  • Traumi

La mancanza di un’adeguata preparazione al gesto atletico è, quindi, sicuramente uno dei fattori maggiormente chiamati in causa. Il muscolo, infatti, possiede dei recettori interni che informano il sistema nervoso del suo stato. Questi recettori, diciamo, sono in condizioni diverse durante lo stato di riposo piuttosto che durante l’attività.

Quando, avviene un passaggio troppo repentino da una condizione di riposo a una di allenamento – pensa ad esempio a una persona che non pratica mai attività fisica e decide di farlo improvvisamenteil controllo del movimento può essere inadeguato.

Questo, pertanto, mette il muscolo in una condizione di sfavore per cui possono capitare eventi traumatici e lesivi anche per gesti banali.

Se, invece, siamo in una condizione posturale scorretta, il nostro sistema muscolo scheletrico può essere sollecitato in modo disequilibrato e, quindi, rendersi maggiormente attaccabile da situazioni lesive.

Anche la mancanza di preparazione atletica può essere una condizione predisponente. Pensa ad esempio a chi, pur allenato, cambia sport da un momento all’altro.

Per concludere, chiaramente, i traumi sono una delle cause delle lesioni muscolari, specialmente quelli di tipo articolare.

Cerca, dunque, di attenerti a queste semplici raccomandazioni, utilizza un vestiario tecnico adeguato, e se hai dei dubbi, consultati con un allenatore o un fisioterapista di fiducia.

Lo stiramento muscolare cos’è, cause come curarlo… vediamo però prima se non c’è qualcosa di più grave

Spesso, come abbiamo visto, lo stiramento muscolare si associa a una perdita ematica per rottura del letto capillare. Conseguentemente, si forma un ematoma che può essere più o meno rappresentato.

Qualora, quindi, fosse un ematoma importante, oppure la sintomatologia dovesse essere tale da far presupporre qualcosa di più grave, è indispensabile rivolgersi al medico che potrà prescrivere esami più specifici per diagnosticare la presenza di un eventuale danno più grave.

Come curare lo stiramento muscolare con gli strumenti della fisioterapia

Una volta fatta la visita medica, ovvero, quando si è esclusa la presenza di gravi danni al muscolo e si è posta la diagnosi di stiramento muscolare, allora puoi mettere in atto tutte le terapie riabilitative.

Sono molte e, ovviamente, ognuna può essere utilizzata per scopi diversi e inserita all’interno del processo di guarigione in momenti differenti.

Te le presentiamo singolarmente.

  • Riposo e protocollo RICE
  • Kinesiotaping vascolare
  • TENS, ultrasuoni e tecarterapia
  • Tecniche fasciali
  • Massoterapia di sfioramento
  • Miorilassanti
  • Kinesiterapia passiva

Dunque, parliamo dello stiramento muscolare cos’è, cause come curarlo entrando nel vivo di ogni singola terapia che puoi mettere in atto.

La prima cosa da fare è l’applicazione del protocollo RICE

Il riposo è la prima soluzione e, quindi, la migliore per favorire la guarigione di uno stiramento muscolare.

Che cosa significa, però, mettere in atto il protocollo RICE e cosa significa? Si tratta di un acronimo, ovvero, di una sigla nella quale ogni lettera corrisponde a una parola e che aiuta a ricordare meglio.

In questo caso, pertanto, si tratta di ricordare le procedure per le lesioni da stiramento muscolare e, più in generale, quelle da mettere in atto nel momento in cui ti procuri un danno con un’infiammazione conseguente.

  • Rest
  • Ice
  • Compression
  • Elevation

Ecco cosa significa questa sequenza. Tradotto in italiano, significa: riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione. Vediamola però più nel dettaglio.

REST: significa che è necessario porre a riposo l’arto, ovvero sgravarlo da ulteriori carichi in modo che la reazione infiammatoria abbia la possibilità di guarire il più presto possibile.

ICE: nella fase iniziale è molto utile porre del ghiaccio sulla parte dolente. La sua applicazione varia in base alla gravità della situazione. Nel caso, appunto, di uno stiramento muscolare, può essere sufficiente tenere il ghiaccio sulla parte per 20 minuti ogni, ripetendo l’operazione per due o tre volte. Mettilo, comunque, in maniera tale da contornare ampiamente la parte dolorante. Ti consiglio di utilizzare questi pratici sacchetti.

COMPRESSION: significa fare un bendaggio in lieve compressione dell’arto, di conseguenza, è sufficiente un bendaggio elasto compressivo morbido.

ELEVATION: come ultima prescrizione, quindi, devi sollevare l’arto. In questo modo, infatti, favorisci il ritorno venoso e, di conseguenza, diminuisci il gonfiore.

Stiramento muscolare cos’è, cause come curarlo: l’uso del kinesiotaping

Ci sono, peraltro, diversi tipi di terapie che puoi adottare per aiutare il drenaggio della parte colpita. Devi utilizzarle, comunque, in una fase successiva all’applicazione del protocollo RICE, quindi quando la fase acuta è passata.

Una di queste è l’applicazione del kinesiotaping. Consiste nell’applicazione di un cerotto adesivo le cui caratteristiche sono simili a quelle dell’elasticità della pelle.

Esempio di applicazione del kinesiotaping.

È possibile utilizzarlo con varie funzioni, ognuna ha caratteristiche specifiche per un certo obiettivo terapeutico.

Nel caso dello stiramento, infatti, è possibile applicare in due momenti successivi il taping neuromuscolare con due modalità: prima vascolare distale e poi una drenante in loco.

Stiramento muscolare cos’è, cause come curarlo: la terapia fisica può essere di grande aiuto

Un ulteriore mezzo che hai a disposizione per curare lo stiramento muscolare è l’utilizzo della terapia fisica, ovvero, una terapia erogata tramite macchinari esterni e che è in grado di apportare ai tessuti dei segnali con finalità terapeutiche.

Ci sono tre terapie che si possono applicare con successo:

  • La TENS
  • Gli ultrasuoni
  • La tecarterapia

Vediamole, dunque, una per volta.

Stiramento muscolare: l’uso della TENS

Trans Cutaneus Electrical Nerve Stimulation, ossia, la stimolazione trans cutanea dei nervi e dei muscoli; questa è la definizione.

L’impulso terapeutico è dato dall’erogazione di un impulso elettrico attraverso l’apposizione sulla pelle di elettrodi autoadesivi. Il suo effetto può essere antalgico, quindi atto a diminuire la sensazione dolorosa e a favorire la circolazione.

Applicazione della TENS

In base alle esigenze, dettate dal medico o dal fisioterapista, se ne può consigliare l’uso per accelerare in modo importante la guarigione.

È un dispositivo che può essere utilizzato anche a domicilio. Quindi, sappi che nel caso tu ne avessi bisogno, puoi affittarlo e continuare la terapia a casa secondo le indicazioni che ti vengono date.

Se decidi di fare le Tens a casa, ti consiglio questo apparecchio poco costoso e molto funzionale. Vedilo da qui.

L’uso degli ultrasuoni

Una diversa terapia che puoi usare è quella a base di ultrasuoni. Anche questa puoi utilizzarla a casa. Quindi, laddove ne avessi bisogno perché la lesione da stiramento è importante, hai la possibilità di continuare la terapia in modo continuo.

Un buon macchinario per ultrasuoni puoi vederlo da qui.

Si tratta dell’erogazione di energia acustica, quindi, tramite onde la cui frequenza è in grado di apportare una guarigione dei tessuti; questo attraverso l’incremento dell’afflusso sanguigno nella parte interessata.

Oltretutto, ha anche delle proprietà antalgiche.

Lo stiramento muscolare e la tecarterapia
Molto efficace per la stimolazione della guarigione interna.

La terapia, però, che è sicuramente la più efficace è la tecarterapia. Non la puoi fare a domicilio questa, però.

È una terapia, peraltro, molto innovativa che prevede l’uso di un manipolo e una piastra di ritorno. Sono erogate delle radiofrequenze attraverso le quali vengono stimolati processi interni di guarigione.

Insomma, è particolarmente adatta per tutte le lesioni muscolari e dei tessuti, nelle microlesioni delle fasce e del tessuto di sostegno del comparto sanguigno. Ha quindi un’efficacia molto elevata.

L’utilizzo della tecarterapia diminuisce notevolmente i tempi di guarigione e aumenta la capacità di ripristino della matrice tissutale.

Si tratta, evidentemente della terapia migliore da utilizzare in casi di stiramento muscolare.

Per lo stiramento muscolare ci sono poi le tecniche fasciali

Sei arrivato a una delle tecniche della fisioterapia più utili in un momento come questo. Sono le tecniche fasciali. È un approccio terapeutico estremamente delicato, quindi, adatto anche a una fase acuta. Sono tecniche in grado di agire sul tessuto di sostegno muscolare e di offrire un incremento dell’apporto di nutrienti e di sangue nella zona trattata.

In che cosa consistono?

Si tratta di tecniche manuali in cui il fisioterapista contatta la parte da trattare dopo una valutazione della mobilità dei tessuti.

Infatti, ogni parte del corpo ha la caratteristica di mantenere una mobilità propria, in dipendente dalla volontà. Questa mobilità reciproca dei tessuti è, appunto, la chiave della salute. Devi immaginare, infatti, che l’interno del corpo è sempre attraversato da fluidi e nutrito dalle sostanze in essi contenute.

Quando, ad esempio, a seguito di un trauma o di una lesione, il circolo di nutrienti viene a diminuire, allora, la zona interessata diventa più fragile e i processi di guarigione avvengono in modo più lento.

È in questo contesto, appunto, che le tecniche fasciali possono offrire un grande beneficio, sia in termini di dolore sia riguardo all’aspetto del ripristino della circolazione.

Come curare lo stiramento muscolare con la massoterapia

Vediamo ora un altro strumento terapeutico utilizzabile in caso di stiramento muscolare.

È la massoterapia di sfioramento. Anche questa tecnica è in grado di rilasciare le tensioni a livello muscolare, laddove quindi è avvenuto il trauma, e consentire al muscolo di detendersi per diminuire il dolore e la tensione.

Massoterapia di sfioramento all’arto inferiore.

Il muscolo stirato, infatti, come già hai visto, subisce una reazione di difesa e si contrae. Questa condizione, inizialmente funzionale, però, può perdurare nel tempo.

Ebbene, in questo caso il muscolo non offre la possibilità ai processi di guarigione di attivarsi nella maniera più opportuna, pertanto, è importante fare delle manovre delicate con l’obiettivo di rilasciare il muscolo e permettere la sua guarigione.

L’utilizzo di miorilassanti per la cura dello stiramento muscolare

Il medico può, chiaramente, prescrivere l’assunzione di farmaci appositi per la situazione. Su quest’aspetto, peraltro molto tecnico e specifico, non ci addentriamo e lasciamo la competenza a chi ne è predisposto. Segnaliamo, però, che il medico può aiutare in maniera sostanziale tramite, ad esempio, la prescrizione di miorilassanti o altri farmaci che ritiene adatta al caso.

Il supporto delle terapie e l’integrazione nella cura del paziente sono sempre, quindi, la soluzione migliore per il tuo benessere e la tua guarigione.

Lo stiramento muscolare e la kinesiterapia passiva

Una volta che la fase acuta è risolta e, quindi, nel momento in cui inizi a non avere più dolore e a riprendere l’attività in modo graduale, le tecniche fisioterapiche che si possono adottare comprendono:

  • La mobilizzazione passiva
  • Stretching

Parliamo ora, dunque, di una fase successiva a quella immediatamente successiva al trauma.

Mobilizzazione passiva dell’arto inferiore.

Il muscolo è ormai in una fase di guarigione. Il dolore è limitato all’esecuzione di alcuni movimenti e le precauzioni che devi mettere in atto sono minori. Oltremodo però, senti che la situazione necessita ancora di attenzioni, non ti senti sicuro, hai la percezione che ti puoi fare male da un momento all’altro. Vorresti iniziare l’attività fisica, tuttavia ti domandi quando potrai riprenderla con i ritmi precedenti.

Insomma, inizi a stare bene, ma non ti senti ancora guarito.

È a questo punto che è necessario inserire, a livello terapeutico, delle modalità differenti e sempre più adatte alla ripresa totale della salute muscolare.

La mobilizzazione passiva e lo stretching sono gli strumenti che si possono inserire in questa fase.

La mobilizzazione passiva consiste nella movimentazione dei segmenti articolari in diretta relazione con il muscolo interessato. A che cosa serve?

La finalità è, appunto, quella di sollecitare il muscolo in allungamento e accorciamento inserendolo gradatamente in una globalità di funzionamento di tutto il corpo.

Sono manovre graduali, che il terapista adotta nel rispetto del dolore e della tua condizione. Vanno proposte in modo graduale e progressivo. Nel momento in cui il terapista valuta l’opportunità si può, allora, proseguire con la mobilizzazione passiva assistita e poi a quella attiva magari con l’uso successivo di macchinari specifici come la terapia isocinetica, di cui dopo parleremo.

Per lo stiramento muscolare usiamo delicatamente le tecniche di stretching

Un’altra tecnica molto utile da adottare, sebbene il suo utilizzo sia vincolato dalla valutazione dell’opportunità, è la tecnica dello stretching.

Sappiamo, infatti, che a seguito di un trauma, inizialmente, il muscolo si contrae per difesa, e può permanere in uno stato di accorciamento.

Allo stesso modo, durante la fase di guarigione, possono verificarsi delle piccole rigidità nello scorrimento tra i tessuti. Queste, peraltro, le hai già prese in considerazione nel momento in cui ti sei sottoposto alla terapia fasciale.

In ogni caso, la tecnica dello stretching, fatta da mani esperte e nella misura giusta, è in grado di permettere al muscolo di riprendere la sua normale elasticità.

Attenzione però! Deve essere fatta con estrema cautela e professionalità, pertanto affidati sempre a personale di tua fiducia.

Come curare lo stiramento muscolare con il macchinario isocinetico

Non a torto questo macchinario è stato definito il top della riabilitazione. La sua adozione per problemi muscolari offre, infatti, un notevole valore aggiunto alla riabilitazione dello stiramento muscolare.

Difatti, il macchinario isocinetico, molto performante, ha la possibilità di proporre esercizi controllati, standardizzati e obiettivabili tramite grafici specifici. Particolarmente adatto per la fase successiva a quella acuta in caso di stiramento.

Inoltre, è in grado di proporre delle terapie di mobilizzazione, stiramento e reclutamento muscolare personalizzate sul paziente, e seguire l’evoluzione della sintomatologia e della prestazione.

Darne conto in modo dettagliato in questo momento, non è possibile perché il discorso è lungo e complesso, quindi, ti consiglio di approfondire l’argomento in merito al macchinario isocinetico leggendo altri articoli precedentemente scritti che ne parlano nel dettaglio.

Le potenzialità che hai nella riabilitazione dei traumi muscolari come questo sono veramente potenti. Con l’uso professionale di un macchinario di terapia isocinetica, infatti, i tempi della ripresa muscolare si dimezzano e il ritorno all’attività sportiva può essere fatto in completa sicurezza e tramite il supporto di dati oggettivi che forniscono a te e al terapista la certezza di una completa guarigione funzionale.

Per ulteriori informazioni sullo stiramento muscolare le cause e le terapie da fare, o per prenotare una valutazione fisioterapica nei Centri Kinesis Sport puoi scrivermi da QUI

Dott. Fabio Marino

Co-autore: Dott. Giorgio M

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