TECARTERAPIA: EFFETTI INDESIDERATI (EFFETTO REBOUND)
Come evitare la riacutizzazione del sintomo dopo un trattamento Tecar

di | 15/03/2018

Quali sono gli effetti indesiderati della Tecarterapia? Il più famoso chiamato “effetto Rebound” scoprilo in questo articolo!

Tecarterapia: effetti indesiderati e l’effetto Rebound

Tecarterapia con effetto REBOUND, di cosa parliamo quando utilizziamo questo termine?

Anche quando si parla di Tecarterapia, nonostante non ci sia la trasmissione di farmaci, possono presentarvi dei sintomi indesiderati. Possiamo limitare il malumore e il malessere del paziente, agendo in due modi:

  • Dando al soggetto una serie di indicazioni sul post trattamento tecar (ne abbiamo già parlato in un altro articolo che ti consiglio alla fine di questo).
  • Adottando la strategia esecutiva corretta, durante la seduta stessa di fisioterapia.

Ma cosa si intende con effetto indesiderato Rebound post tecarterapia?

Con effetto Rebound si intende l’incremento di stimolazione neurologica nella zona trattata per stasi di liquidi e particelle di ioni (cariche elettriche) apportate dal fisioterapista durante il trattamento di tecarterapia;

Questo effetto può avere una durata variabile tra le 24 e le 36 ore.

Ci sono alcuni casi  in cui il paziente, dopo la seduta di tecarterapia, richiama in studio per parlare al fisioterapista comunicandogli di aver subito una riacutizzazione del dolore o addirittura un ritorno al dolore iniziale, simile a quello presente prima di iniziare le terapie con la Tecar.

Questa riacutizzazione NON è dovuta da un reale peggioramento delle condizioni del paziente. (Non si è “infiammato di più” il tessuto o contratto maggiormente il muscolo)

Questo effetto indesiderato post tecar è dovuto al fatto che durante la tecarterapia la zona trattata si è arricchita particolarmente di cellule ricche di carica elettrica, indispensabili per accelerare il recupero, ma che aumentano notevolmente la stimolazione delle terminazioni nervose. Le terminazioni nervose eccitate, continueranno a mandare al sistema nervoso centrale (al cervello) l’informazione di “DOLORE PERSISTENTE O ADDIRITTURA CRESCENTE“, senza un reale peggioramento della condizione!

Le circostanze più frequenti in cui può verificare questo effetto indesiderato chiamato “effetto Rebound” possono essere:

  •  Dopo il primo trattamento di Tecarterapia
  •  Per aver aumentato troppo la potenza della tecar e quindi l’apporto di sangue  ed elettroliti nella zona trattata
  • Successivamente alla prima volta che si inizia un lavoro in attivo su un’articolazione

Quindi..

come possiamo evitare questi effetti indesiderati dopo la tecarterapia?

1. Preparare il paziente ad una eventuale riacutizzazione:

Ottima abitudine, durante il primo trattamento di Tecarterapia, avvisare il nostro paziente del possibile peggioramento dei suoi sintomi nelle 24/36 ore successive al trattamento.  Cercare di spiegare con termini semplici e comprensibili il funzionamento della Tecarterapia e gli effetti che avrà sulla patologia in corso.

La parola d’ordine è EDUCARE la persona:

SU COME FUNZIONA LA TECAR e su COME POTREBBE STARE DOPO IL TRATTAMENTO

Dopo il primo trattamento, il fisioterapista dovrà avvisare il paziente di un possibile effetto Rebound  ogni volta che aumenterà la potenza della tecar o che inizierà un lavoro in attivo che sollecita l’articolazione e potrà quindi portare ad una riacutizzazione del dolore.

2. Ridurre al minimo la possibilità degli effetti indesiderati con il microcircolo:

Il microcircolo tecar, da adottare gli ultimi 5 / 10 minuti,  può aiutarci ad evitare questo brutto effetto indesiderato della Tecarterapia. 

Maggiore è stata la potenza utilizzata durante il trattamento, maggiore dovrà essere il tempo dedicato al microcircolo finale.

La riduzione degli effetti indesiderati sopra descritti è dovuta al fatto che il microcircolo è in gradi di stimolare la circolazione capillare, facilitando e favorendo lo smaltimento di liquidi in ritenzione e di parte degli ioni apportati dalle tecarterapia nella zona trattata.

Minori liquidi, minor numero di ioni = minor stimolazione delle terminazioni nervose.

Grazie a questo metodo e alla manualità del fisioterapista, che dovrà effettuare un massaggio linfatico. I liquidi in eccesso e le particelle di ioni apportate con la tecar verranno eliminate.

Abbiamo parlato dell’attenzione che il terapista deve utilizzare durante le sedute di Tecarterapia, con qualsiasi paziente, dal più giovane, al più anziano, ma non abbiamo parlato delle controindicazioni di questo elettromedicale e dei casi in cui va categoricamente evitato!

Intanto è ottima abitudine da parte del fisioterapista quella di far firmare al paziente, durante la prima seduta, un foglio di consenso informato al trattamento, in cui sono elencate le controindicazioni alla tecar che si andrà ad effettuare.

Nel caso specifico della Tecarterapia le controindicazioni sono:

  1. stato di gravidanza, in quanto le differenze di potenziale potrebbero causare problematiche al feto
  2. periodo di allattamento
  3. arteriopatie scompensate
  4. neoplasie maligne passate o in atto
  5. paziente portatore di pace-maker

Se vuoi leggere l’articolo completo in cui parlo delle controindicazioni della tecar puoi farlo da qui.

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Dott. Fabio Marino

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