CASO STUDIO: Paziente con tendinite achillea

di | 21/12/2020

Che cos’è la Tendinite Achillea?

Qual’ è la sua incidenza?

La Tendinite Achillea, o tendinite del Tendine d’Achille, è un processo infiammatorio che colpisce il tessuto connettivo di questo tendine. Il tendine d’Achille è il più largo e resistente del corpo umano. Anatomicamente collega i muscoli del polpaccio, il soleo ed il gastrocnemio, con la parte posteriore del calcagno e permette:

  • La flessione plantare del piede. Questo è il movimento di sollevamento del tallone e abbassamento dell’avampiede; di fatto l’abilità che consente all’essere umano di camminare.
  • La flessione della gamba sulla coscia. Questo è il movimento che avvicina la gamba verso il retro della coscia.  È importante precisare che questa abilità dipende esclusivamente dal muscolo gastrocnemio (il soleo non partecipa).

Il tendine d’Achille, inoltre, è deputato a sostenere e assorbire le forze di tensione e le potenti sollecitazioni, create dal movimento dell’arto inferiore, in occasione di una camminata, una corsa o un salto. Tutto ciò, riduce gli shock al piede derivanti dalle suddette attività motorie.

Fisioterapia per tendine d'achille: achillodinia-o-tendinite
IL TENDINE D’ACHILLE SI INSERISCE SUL CALCAGNO ED è SOGGETTO A INTENSE SOLLECITAZIONI MECCCANICHE

I fattori scatenanti della Tendinopatia Achillea sono:

  • Sovraccarico funzionale;
  • Terreni d’allenamento troppo duri;
  • Calzature non idonee (come le scarpe antinfortunistiche);
  • Problematiche posturali;
  • Allenamento incongruo.

Gli sportivi più colpiti da questa problematica sono i podisti a causa degli stress meccanici eccessivi e ripetuti a livello del tendine d’Achille e del piede.

Descrizione di un caso studio

Viene riportata la descrizione del caso di Tendinopatia Achillea di Alessandro, uomo di 39 anni che pratica la corsa da 6.

Il soggetto si allena 5 giorni alla settimana sia su strada asfaltata che su sterrato e occupa il resto del suo tempo principalmente lavorando come operaio, quindi resta in piedi otto ore al giorno indossando scarpe antinfortunistiche.

Il dolore al tendine d’Achille è sopraggiunto il mese di Luglio, dopo due mesi di stop dagli allenamenti. Inizialmente l’insorgenza era solo nella prima fase di allenamento, successivamente anche durante il riposo.

I sintomi riportati dal paziente sono:

  • Dolore a livello del tendine che aumenta alla palpazione e all’attivazione;
  • Gonfiore a livello del tendine d’Achille;
  • Rigidità della caviglia.

Successivamente al primo episodio di dolore, il paziente ha applicato del ghiaccio nella zona dolente, senza però fare un periodo di pausa dalla corsa. Infatti i sintomi miglioravano dopo l’applicazione del ghiaccio ma tornavano ad ogni allenamento. Così dopo un mese dall’insorgenza del primo sintomo il paziente si è presentato in studio.

Il sospetto diagnostico è stato sin dall’inizio di Tendinopatia Achillea ed un’ecografia lo ha confermato. L’esame ha evidenziato un inspessimento importante del tendine, non più libero di scorrere attraverso le strutture circostanti.

Come è stato impostato il trattamento?

Il trattamento su questo paziente che abbiamo impostato è basato prima di tutto sulla modifica del suo stile di vita e su consigli utili a ridurre ulteriormente l’infiammazione tendinea.

Abbiamo consigliato alla persona di sospendere l’attività podistica per le prime settimane e di applicare del ghiaccio gel riutilizzabile localmente sul tendine dopo le ore in piedi passate lavorando. Inoltre è stato raccomandato al paziente di evitare le scarpe antinfortunistiche per il primo periodo di trattamento, o almeno di indossare delle talloniere come queste per ammortizzare meglio il carico del corpo.

A livello terapeutico il paziente è stato trattato per le prime due settimane, tramite Tecarterapia e Laserterapia localizzata. Grazie ai primi quattro trattamenti eseguiti nell’arco di due settimane l’infiammazione e il dolore sono calati nettamente.

Di conseguenza, passata la fase acuta, sul paziente è stato fatto un lavoro di terapia manuale in collaborazione con un Osteopata che ha valutato la postura del paziente e i compensi muscolari da lui messi in atto durante la fase acuta di tendinopatia Achillea.

Alla quarta settimana di trattamento è iniziata la fase riabilitativa in palestra. Qui, è stato seguito da un fisioterapista, che lo ha guidato nell’esecuzione di esercizi di recupero funzionale della forza e della propriocezione ed esercizi di stretching.

Risultati ottenuti

Grazie ad un programma mirato della durata di un mese e tre settimane il pz. è tornato gradualmente a correre 5 volte a settimana. Inoltre i professionisti che lo hanno accompagnato durante il suo percorso riabilitativo gli hanno fornito tutte le informazioni utili per evitare una ricaduta e per eseguire i suoi allenamenti nel modo più efficiente possibile.

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Dott. Fabio Marino

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Co-autrice: Faccin Cristina

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