Trigger Point: quali sintomi
Dolori muscolari e miofasciali: conoscerne la causa per trattarli con efficacia

di | 31/05/2018

Trigger Point: traduzione e definizione

Dall’inglese Punto Grilletto, il Myofascial Trigger Point era già stato descritto e studiato nella prima metà del Novecento da numerosi clinici. Nel più celebre trattato, pubblicato dai medici in cui si approfondisce l’argomento delle sindromi miofasciali e del dolore riferito, viene data la seguente definizione:

Un Trigger Point è un punto iper-irritabile, localizzato su una bandelletta rigida di un muscolo scheletrico, il quale risulta doloroso alla compressione, all’ allungamento, al sovraccarico o alla contrazione del tessuto, che solitamente evoca un dolore riferito, percepito distante dal punto stesso.
(Simons et al. 1999)

Alcuni Trigger Points dei muscoli del dorso.

È un disturbo comune?

I dati epidemiologici ci dicono che il dolore muscolo-scheletrico colpisce l’85% della popolazione almeno una volta nella vita (Staud, 2007): il dolore miofasciale, cioè quello proveniente dalla fascia e dal muscolo, ne è la causa maggiore ed ha una prevalenza del 37% negli uomini e del 65% nelle donne, tra i 30 e i 60 anni (Drews et al. 1995); queste stime crescono ulteriormente con l’avanzare dell’età, in quanto negli anziani la prevalenza raggiunge l’85% (Podichetty et al. 2003).

Queste statistiche sono in parte falsate, in quanto il dolore miofasciale è spesso poco considerato o non diagnosticato, o associato a patologie reumatiche (American Pain Society). Infatti, nonostante il muscolo scheletrico rappresenti quasi ¼ del peso corporeo, non esiste un “miologo” o uno specialista del dolore muscolare e, di conseguenza, viene trascurato (D. G. Simons).

Negli ultimi decenni, la Sindrome da Dolore Miofasciale ha ricevuto maggiori attenzioni e, da “semplice” fenomeno clinico associato ad altre patologie (es. Fibromialgia), è sempre più vicina ad essere riconsciuta come vera e propria diagnosi medica: un’indagine condotta su un totale di 1.663 medici specialisti appartenenti all’American Pain Society ha riportato un consenso generale nel riconoscere alla Sindrome una legittima diagnosi (Harden et al. 2000).

Quali sono i sintomi?

La sintomatologia può presentarsi con quadri clinici molto differenti, a seconda della localizzazione del Trigger Point.

Per esempio, un dolore proveniente da un Trigger Point sul muscolo Quadrato dei Lombi può essere avvertito sulla cute del gluteo, o lateralmente all’anca, o -addirittuta- nella regione inguinale, mimando i sintomi di una pubalgia.

Trigger Point del muscolo Quadrato dei Lombi

Il muscolo quadrato dei lombi origina dal legamento ileo-lombare della cresta iliaca e da parte della stessa cresta iliaca, dal margine inferiore della 12ª costa e dalle prime 4 vertebre lombari; in alcuni soggetti, anche dall’ultima vertebra toracica T12.

Un dolore alla spalla, invece, potrebbe derivare da un Trigger Point attivo sui muscoli scaleni, nella regione cervicale, come mostrato in figura.

Dolore alla spalla da Trigger Point

Mappa del dolore riferito da Trigger Point attivo sul muscolo Scaleno Anteriore, irradiato lungo tutto l’arto superiore, braccio e avambraccio.

In generale, i sintomi del Dolore Miofasciale descritti dal paziente sono i seguenti:

  • Il dolore viene solitamente descritto come continuo, sordo, lancinante, urente o crampiforme;
  • È poco localizzato;
  • Da luogo a dolore riferito a distanza, in una regione corporea “lontana” dal Punto Trigger;

Il Trigger Point ha altre caratteristiche?

  1. Motorie → può manifestarsi debolezza muscolarerigidità muscolare, diminuzione dell’escursione articolare o alterazione della funzione motoria.
  2. Sensoriali → può essere presente dolorabilità locale, dolore riferito a distanza, sensibilizzazione centrale o periferica.
  3. Autonomiche → è possibile che ci siano alterazioni del sistema neurovegetativo, come sudorazione, lacrimazione, vasocostrizione/vasodilatazione, variazioni della temperatura cutanea; nel caso di localizzazione del Trigger Point a livello cervicale o craniale, anche vertigini, acufeni, cefalea, ptosi, difficoltà a deglutire, scotomi, difficoltà a concentrarsi.

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Dott. Fabio Marino

 

Autore: Matteo Mazzoni

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