Trigger Points: in questo articolo andremo ad analizzare i metodi più efficaci per il trattamento.

I Trigger Points sono zone “grilletto” rigide all’interno di una bandelletta di un muscolo scheletrico percepibile dall’esterno mediante la palpazione, e che se stimolato evoca un dolore sul punto, ma soprattutto a distanza, evoca dolore in una zona irradiata.

Abbiamo già parlato di cosa siano i Trigger Points in un articolo che vi invitiamo a leggere QUI.

Ora invece andremo ad analizzare nel dettaglio le metodiche migliori e più efficaci per poter curare i Trigger Points.

Ma come siamo sicuri che stiamo trattando un Trigger Point?

L’importanza per un buon trattamento dei Trigger Points è innanzitutto saper riconoscere una banda tesa e saper distinguere a quale muscolo appartiene. Inutile dire che un buon fisioterapista deve conoscere bene l’anatomia palpatoria muscolare affinché possa trattare un muscolo specifico. Per una corretta individuazione si deve effettuare una buona palpazione, che si divide principalmente in tre fasi:

  • FASE I: a muscolo rilassato, in posizione neutra, si realizza l’esplorazione trasversale per trovare la banda tesa, facendo ben attenzione a non scatenare il dolore. FASE II: cerchiamo la banda tesa attraverso una palpazione trasversale alle fibre muscolari, attraversiamo tutto il muscolo durante la palpazione, ed infine eseguiamo una pressione medio-intensa tale da far scatenare la sintomatologia del paziente (ovvero il dolore riferito). FASE III: Analizziamo  l’eventuale dolore ed il suo decorso, che deve essere assolutamente al quello riferito dal paziente. Far bene distinzione al dolore di una radicolopatia. Tramite il dolore evocato riusciamo a distinguere i trigger points attivi da quelli latenti.

Una volta individuati i Trigger Points possiamo passare alle tecniche di trattamento.

Le tecniche di trattamento sono tante, prendendo spunto da metodiche di terapia manuale, agopuntura, utilizzo di strumenti per l’auto trattamento, esercizi posturali e di stretching ecc. Esse sono:

 

  • TECNICA MITCHELL: Prevede una sessione di stretching seguita ad una di contrazione di 5-7″ ed infine rilascio ripetuto di nuovo a stretching.

 

  • TECNICA JONES: Individuazione del Trigger Point, realizzare una pressione fino al dolore, portare il muscolo in allungamento ed accorciamento finché il dolore non sparisce, mantenendo costante la pressione.

 

  • COMPRESSIONE: Applicare una pressione digitale sul Trigger Points fino ad una sensazione spiacevole del paziente, rilassare la presa solo quando la sensazione del dolore tende a diminuire o scomparire completamente.

Esempio di digitopressione per i Trigger Points

  • INIBIZIONE MUSCOLARE INTEGRATA: Comprimere il Trigger Point fino a produrre un dolore abbastanza forte. Mobilizzare passivamente o attivamente l’articolazione interessata nell’azione del muscolo in esame fino a raggiungere una diminuzione del dolore. Mantenere la posizione per 20″. Infine effettuare una contrazione isometrica di 6 secondi al 50% della forza massima che può effettuare e proseguire con un allungamento passivo di 20-30 secondi.

 

  • STRETCH AND SPRAY: Allungamento passivo della fibra che si intende trattare, con il paziente in posizione comoda si fissa un capo del muscolo, si eseguono tre passate di ghiaccio spray ed immediatamente si friziona la zona per riportarla a temperature calde, infine si allunga il muscolo. Ripetere il passaggio fino a riduzione dolore.
Metodica stretch and spray per lo sternocleidomastoideo

Stretch and Spray per i Trigger Points

  • MYOFASCIAL RELEASE: Utilizzo di strumenti come taping, foam roller, palline da tennis ecc. in grado di creare una pressione ed allungamento del trigger point da trattare. Utile e saper insegnare al paziente l’auto trattamento. Per il trattamento dei Trigger Points con il tape ti consigliamo di leggere l’articolo QUI.
    per autotrattamento trigger points

    Foam Roller

    Inoltre dopo l’utilizzo di queste metodiche per il trattamento si consiglia:

  • MASSAGGIO
  • ESERCIZI POSTURALI 
  • TERAPIA FISICA: (Dry Needling, Laser Therapy, Onde d’urto, Ultrasuoni, Diatermia a contatto).

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COME TRATTARE I TRIGGER POINT CON IL KINESIO TAPE

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Dott. Fabio Marino

Autore: Antonio Marino