DISORDINI CRANIO MANDIBOLARI E FISIOTERAPIA
Cosa si fa nella pratica?

di | 08/12/2018

Scopri in questo breve articolo come affrontare i disordini cranio mandibolari…

DISORDINI CRANIO MANDIBOLARI

Come affrontiamo i disordini cranio mandibolari?

Dalla teoria alla pratica clinica…

I disordini cranio mandibolari si distinguono, come abbiamo visto negli altri articoli, in forme muscolari e articolari.

Le FORME ARTICOLARI comprendono deviazioni in forma, spiazzamento del disco, blocco articolare dell’ ATM, lussazione/sublussazione, patologie infiammatorie e processi artrosici.

Le FORME MUSCOLARI rientrano invece sotto il termine TENDINOMIOPATIE per la mancanza di una classificazione condivisa. Comprendono splinting, miospasmo, sindrome miofasciale e miosite infettiva e non.

In questo articolo distinguiamo forme che generano dolore localizzato, percepito quindi nel luogo della lesione causato generalmente da lesioni di breve durata come possono essere traumi o stiramenti. Le lesioni di lunga durata come le ischemie, l’ipertono o l’infiammazione generano invece un dolore di tipo irradiato percepito in zone senza stimolo nocicettivo.

Quali, e che principi terapeutici deve fornire il fisioterapista?

Semplici: sia per quanto riguarda il rapporto costi/benefici sia per quanto riguarda il trattamento aspecifico.

Informazione: è un atto terapeutico ed è alla base del successo di un trattamento.

Autocontrollo e igiene posturale: è importante controllare le parafunzioni diurne e notturne come il serrare o digrignare i denti ed evitare abitudini viziate come masticare chewing-gum, penne e matite, succhiare labbra o guance…

Fisioterapia: sia eseguita dal fisioterapista, che come auto-trattamento che il paziente deve imparare e riproporre a casa.

Farmaci: antinfiammatori, antidolorifici, miorilassanti e antidepressivi triciclici.

Terapia occlusale: utilizzo di bite che farebbero contrarre differenti fibre muscolari rispetto a quelle che si attivano con il contatto su denti naturali.

Quali obiettivi si pone la fisioterapia?

  • Eliminare il dolore
  • Ripristinare la funzione

Il trattamento fisioterapico dei disordini cranio mandibolari

Disordini dell'articolazione temporo-mandibolare

Analisi delle ATM e dei muscoli masticatori e loro trattamento

Come abbiamo detto in precedenza il trattamento mandibolare è di due tipi, effettuato dal professionista e autotrattamento effettuato a domicilio dal paziente.

  • Apertura diminuita per causa articolare: si esegue una distrazione della capsula trazionando caudalmente la mandibola per alcuni secondi. Si possono effettuare anche traslazioni anteriori e mediali.
  • Apertura diminuita per cause muscolari: esercizi di allungamento
  • Ipermobilità articolare: l’obiettivo è quello di limitare la traslazione anteriore del condilo per impedire la sublussazione. In questo caso si usano tecniche di tipo propriocettivo.
  • Tendinomiopatie: si eseguono tecniche contro resistenza per rilassare la muscolatura basandosi sul principio del rilassamento degli antagonisti. Si associa inoltre il massaggio.

Tutte queste tecniche vengono effettuate in studio dal professionista ma devono essere insegnate al paziente in modo da completare al meglio il percorso riabilitativo e ottimizzare i risultati ottenuti grazie alla ripetizione a casa degli esercizi.

Se sei interessato all’argomento leggi anche “La diagnosi dei disordini…

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Dott. Fabio Marino

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