CARBOSSITERAPIA: Trattamento di medicina estetica

di | 30/09/2020

Indicazioni e controindicazioni della carbossiterapia

La carbossiterapia è una terapia medica che consiste nell’iniezione per via sottocutanea o intradermica di anidride carbonica gassosa e sterile. Le iniezioni si praticano tramite l’utilizzo di aghi molto sottili (monouso e sterili), singoli o connessi tra loro da dei connettori, collegati tramite un tubo al macchinario che controlla costantemente il flusso di gas emesso e lo riscalda.

Carbossiterapia: in cosa consiste

Con la carbossiterapia si possono trattare diverse patologie e inestetismi cutanei, per questo la carbossiterapia è molto amata.

La carbossiterapia utilizza una sostanza naturale (l’anidride carbonica) e non pericolosa, anallergica, utilizzata a basse concentrazioni, atossica dando degli ottimi risultati in breve tempo.

Origine della Carbossiterapia

L’origine della carbossiterapia risale al 1932 alle terme di Royat in Francia, dove i pazienti venivano sottoposti a vari trattamenti a base di anidride carbonica per contrastare problematiche vascolari di diverso genere.

Vennero effettuati diversi studi negli anni, dato anche il numero sempre maggiore di pazienti che afferivano alla struttura per essere curati con questa nuova tecnica. Emerse che chi soffriva di patologie arteriose periferiche giovava moltissimo dell’iniezione di anidride carbonica, recuperando in modo incredibile le funzionalità perse.
Visti questi sorprendenti risultati, il ministero della Sanità francese iniziò a valutare questa terapia come sicura, oltre che sicuramente efficace per patologie di questo genere.
Con il passare degli anni la carbossiterapia diventò una terapia sempre più conosciuta ed affermata in tutto il mondo per le sue caratteristiche di efficacia e notevole sicurezza, in Italia venne fondata la Società di Carbossiterapia Italiana nel 1993.

Indicazioni carbossiterapia

Per cosa si utilizza la Carbossiterapia?

La carbossiterapia viene utilizzata per curare patologie in diversi ambiti della medicina:

  • Medicina estetica (antiaging, rigenerativa e ricostruttiva, cellulite e adiposità localizzata)
  • Dermatologia (psoriasi, smagliature, cicatrici ipertrofiche, alopecia)
  • Medicina vascolare (insufficienze venose e linfatiche, alterazione del microcircolo, ulcere delle gambe, fenomeno di Raynaud)
  • Ginecologia (come coadiuvante nei trattamenti antietà dei genitali femminili)
  • Andrologia (impotenza)

Benefici della carbossiterapia

Benefici per la pelle. L’anidride carbonica migliora il microcircolo e stimola l’attività dei fibroblasti, responsabili della produzione di elastina, collagene ed acido ialuronico. Dal momento che il miglioramento del microcircolo migliora l’idratazione e la texture cutanea, questa terapia viene utilizzata sul viso, collo, decollete e in ogni area soggetta a lassità (braccia, addome, gambe…)
Benefici per il tessuto adiposo ed effetto anti-cellulite. La carbossiterapia agisce sia tramite un meccanismo diretto, dato dal trauma dato dall’ago sugli adipociti, sia tramite un meccanismo indiretto, grazie ad un aumento dei processi di ossidazione dovuto all’aumentata biodisponibilità dell’ossigeno.
Benefici a livello vascolare. L’anidride carbonica provoca la dilatazione delle arteriole e delle metarteriole. Questo genera un aumento del flusso ematico nel microcircolo capillare migliorandolo in toto.

Meccanismo d’azione della carbossiterapia

Come funziona la Carbossiterapia?

La carbossiterapia va a migliorare tutte quelle patologie caratterizzate da una alterazione del microcircolo.

La somministrazione e il conseguente aumento di concentrazione di anidride carbonica in un certo distretto è in grado di stimolare l’aumento di flusso ematico in quella zona tramite l‘aumento della pulsatilità delle arteriole e favorendo, in questo modo, l’arrivo del flusso ematico a livello dei capillari del microcircolo.

Tramite l’effetto Bohr, dei recettori riescono a captare l’aumento di concentrazione di anidride carbonica e la diminuzione del pH nel distretto in cui viene praticata la terapia. In risposta a questo stimolo, l’emoglobina rilascia più ossigeno che ha il compito di ossidare gli acidi grassi.

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Come si Esegue la carbossiterapia

Ogni seduta di carbossiterapia dura dai 15 ai 30 minuti, in base ai distretti che bisogna trattare. Si eseguono dei cicli di terapia (solitamente 1 volta a settimana) da ripetere da un minimo di 2-6 volte ad un massimo di 15-20 volte in base alla patologia. Il numero di sedute dipende dalla risposta individuale del paziente e dalla gravità della patologia stessa. Viene iniettata l’anidride carbonica attraverso aghi molto sottili in determinati punti in base alla patologia da trattare. Al termine della terapia si possono riprendere le normali attività.

Effetti Collaterali della carbossiterapia

Se usata a dosi terapeutiche, l’anidride carbonica non è in alcun modo pericolosa ma possono, comunque, comparire, degli effetti collaterali durante o dopo il trattamento, tutti lievi e risolvibili:

  • Fastidio nel momento dell’inoculazione del gas sottocute;
  • Sensazione di indolenzimento della pelle;
  • Comparsa di ecchimosi in corrispondenza dei siti d’iniezione.

Effetti collaterali più gravi possono comparire se vengono iniettate dosi eccessive di gas ma il rischio è minimo se ci si rivolge a medici professionisti.

Controindicazioni carbossiterapia

-Problematiche respiratorie tipo insufficienza respiratoria cronica

-Insufficienza renale ed epatica (reni e fegato sono gli organi deputati allo smaltimento dell’anidride carbonica, e una disfunzione di tali organi potrebbe portare alla comparsa di gravi effetti collaterali);

-Patologie cardiache

-Diabete

-Anemia grave

-Terapie con inibitori dell’anidrasi carbonica

-Gravidanza

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